Lo spinning in porto e dai moli permette di pescare ambienti molto differenti rispetto a spiagge e scogliere naturali. Banchine, pareti verticali, piloni, pontili, massicciate, imboccature, zone illuminate e improvvisi cambi di profondità formano una rete di strutture che può concentrare pesce foraggio e predatori anche a pochi metri dal pescatore.
Guida
Guida
Lo spinning dalla spiaggia può sembrare una delle forme più semplici di pesca con artificiali: davanti al pescatore non ci sono scogli, ostacoli evidenti o strutture complesse e l'orizzonte appare completamente aperto. In realtà, una spiaggia è raramente uniforme.
Lo spinning dalla scogliera permette di pescare in uno degli ambienti più vari e tecnicamente interessanti della costa. Rocce sommerse, pareti, punte, canaloni, gradini del fondale, schiumate e improvvisi cambi di profondità creano una successione di microambienti nei quali possono muoversi spigole, barracuda, pesci serra, ricciole, palamite e altri predatori.
Lo spinning utilizza una terminologia molto ampia, formata da parole italiane, termini tecnici inglesi, sigle riportate sulle attrezzature e nomi che identificano artificiali, montature e tecniche di recupero.
Il dentice (Dentex dentex) è uno dei predatori più prestigiosi e difficili da insidiare a spinning nel Mediterraneo. Potente, diffidente e fortemente legato alle strutture del fondale, rappresenta un obiettivo completamente diverso rispetto ai predatori che manifestano frequentemente la propria presenza in superficie.
La ricciola (Seriola dumerili) rappresenta uno degli obiettivi più impegnativi e affascinanti dello spinning in mare. Potente, veloce e capace di raggiungere dimensioni considerevoli, è un predatore che può trasformare pochi secondi di combattimento in una prova severa per canna, mulinello, trecciato, terminale e pescatore.
Pescare il pesce serra a spinning significa confrontarsi con uno dei predatori costieri più aggressivi, mobili e imprevedibili del Mediterraneo. Il serra, Pomatomus saltatrix, può comparire improvvisamente sotto costa seguendo cefali e altri pesci foraggio, creare mangianze spettacolari in superficie e scomparire pochi minuti dopo, oppure pattugliare silenziosamente una foce, una spiaggia o l'esterno di un porto senza manifestare alcuna attività evidente.
Lo spinning in foce è una delle forme più tecniche e interessanti della pesca con artificiali dalla costa. Nel punto in cui un corso d'acqua incontra il mare cambiano continuamente corrente, profondità, salinità, torbidità e distribuzione del pesce foraggio, creando un ambiente nel quale i predatori possono concentrarsi anche in spazi relativamente ridotti.
La palamita (Sarda sarda) è uno dei predatori pelagici più divertenti e combattivi che si possano insidiare a spinning nel Mediterraneo. Corpo affusolato, grande capacità natatoria e abitudine a cacciare in branco ne fanno un avversario completamente diverso dai classici predatori costieri: quando una palamita attacca l'artificiale, il combattimento è spesso caratterizzato da partenze lunghe, cambi di direzione e una pressione continua sull'attrezzatura.
Scegliere correttamente un artificiale per lo spinning in mare non significa individuare l'esca migliore in assoluto, perché un artificiale estremamente efficace in una determinata situazione può diventare poco adatto pochi minuti dopo, quando cambiano vento, corrente, profondità o comportamento del pesce.