La ricciola (Seriola dumerili) rappresenta uno degli obiettivi più impegnativi e affascinanti dello spinning in mare. Potente, veloce e capace di raggiungere dimensioni considerevoli, è un predatore che può trasformare pochi secondi di combattimento in una prova severa per canna, mulinello, trecciato, terminale e pescatore.
Dalla costa la difficoltà aumenta ulteriormente. Non basta infatti disporre di un'attrezzatura potente: bisogna riuscire a raggiungere acqua sufficientemente profonda, individuare strutture sommerse e passaggi del pesce foraggio, presentare l'artificiale alla quota corretta e mantenere il controllo della ricciola durante le prime fasi del combattimento, quando il pesce tende frequentemente a cercare profondità e ostacoli.
Per questo motivo lo shore jigging costituisce una delle tecniche più efficaci per cercare la ricciola dalla costa. Metal jig compatti permettono di raggiungere grandi distanze, attraversare rapidamente differenti profondità e lavorare sia vicino al fondo sia a mezz'acqua. Ma lo shore jigging non rappresenta l'unica possibilità: in determinate condizioni pencil sinking, jerkbait, stick bait e artificiali di superficie possono diventare estremamente interessanti.
In questa guida vedremo dove cercare la ricciola, come leggere lo spot, quale attrezzatura utilizzare, come scegliere trecciato e terminale, quali artificiali impiegare e come recuperarli, con particolare attenzione allo shore jigging e alla pesca dalla costa.
Indice
- Conoscere la ricciola per pescarla meglio
- Dove cercare la ricciola dalla costa
- Profondità, strutture e corrente: come leggere lo spot
- Pesce foraggio e segnali di attività
- Quando pescare la ricciola: periodi e orari
- Che cos'è lo shore jigging
- Canna per la ricciola e lo shore jigging
- Mulinello: taglia, recupero e frizione
- Trecciato e terminale
- Come scegliere il metal jig
- Peso, forma e assetto del jig
- Assist hook, ancorette e collegamenti
- Tecniche di recupero nello shore jigging
- Pencil sinking, jerkbait e stick bait
- Come scegliere l'artificiale in base alle condizioni
- Come esplorare sistematicamente la colonna d'acqua
- Attacco, ferrata e primi secondi del combattimento
- Come combattere una ricciola dalla costa
- Gli errori più comuni
- Sicurezza e gestione della cattura
Conoscere la ricciola per pescarla meglio
La ricciola appartiene alla famiglia dei Carangidi ed è costruita per il nuoto potente e prolungato. Gli esemplari adulti possono raggiungere dimensioni notevoli e frequentano soprattutto ambienti nei quali profondità, strutture e disponibilità di prede creano condizioni favorevoli alla caccia.
È un errore immaginarla semplicemente come un pesce che percorre casualmente grandi distese d'acqua. Affioramenti rocciosi, secche, pareti sommerse, relitti, variazioni improvvise di profondità e altri elementi capaci di concentrare pesci e correnti possono diventare veri punti di riferimento.
L'alimentazione comprende soprattutto pesci e, in misura variabile, cefalopodi e altri organismi. Per lo spinner questo significa che individuare il foraggio è spesso più importante che individuare direttamente la ricciola.
Il comportamento cambia inoltre con dimensioni e condizioni. Esemplari relativamente piccoli possono comparire in gruppi e mostrare attività molto evidente, mentre ricciole maggiori possono essere incontrate anche singolarmente o in piccoli gruppi e non necessariamente manifestare la propria presenza in superficie.
La ricciola può attaccare un artificiale recuperato velocemente, inseguire un jig durante la risalita, intercettarlo durante una variazione di ritmo oppure colpirlo nella fase di caduta.
Questa varietà di comportamenti costituisce il primo principio fondamentale della sua pesca:
non bisogna cercare soltanto il pesce, ma individuare profondità, struttura e traiettoria lungo le quali è più probabile che stia cacciando.
Dove cercare la ricciola dalla costa
La ricciola può avvicinarsi alla costa, ma le possibilità aumentano considerevolmente negli spot che consentono di accedere rapidamente ad acqua profonda o che intercettano possibili rotte di spostamento dei predatori.
Scogliere profonde
Le coste rocciose che scendono rapidamente verso profondità importanti rappresentano alcuni degli ambienti più interessanti.
Qui un metal jig può raggiungere rapidamente differenti strati della colonna d'acqua e lavorare vicino a pareti, gradini e strutture sommerse.
Non è necessario che il fondale precipiti verticalmente immediatamente sotto i piedi. Anche una successione di terrazzi e gradini può creare zone interessanti, soprattutto quando è attraversata dalla corrente.
Punte e promontori
Una punta esposta al mare intercetta spesso quantità d'acqua molto maggiori rispetto a una baia riparata. Se esistono contemporaneamente profondità, corrente e presenza di foraggio, può diventare un eccellente punto di passaggio.
La posizione permette inoltre di effettuare lanci secondo angoli differenti e seguire più facilmente eventuali spostamenti superficiali del pesce.
Dighe e strutture rivolte verso il largo
Dove la pesca è consentita, alcune dighe foranee permettono di raggiungere direttamente fondali che dalla costa naturale sarebbero difficili da pescare.
Estremità, cambi di direzione della struttura, imboccature e zone investite dalla corrente meritano particolare attenzione.
Secche e strutture sommerse raggiungibili da terra
Una secca non deve necessariamente emergere. Un rialzo del fondale situato a distanza di lancio può concentrare foraggio e creare una variazione della corrente.
Quando si conosce bene la batimetria dello spot, riuscire a far lavorare il jig sopra il bordo di una struttura può essere molto più importante che raggiungere semplicemente la massima distanza possibile.
Profondità, strutture e corrente: come leggere lo spot
Nello shore jigging la lettura dello spot continua anche dopo che l'artificiale è entrato in acqua.
Il metal jig permette infatti di raccogliere informazioni sul fondale attraverso il tempo di discesa, i contatti e le variazioni percepite durante il recupero.
Il tempo di affondamento
Se si utilizza lo stesso jig, un aumento evidente del tempo necessario per raggiungere il fondo suggerisce generalmente un incremento della profondità oppure una modifica importante della corrente.
Confrontare lanci effettuati in direzioni differenti permette quindi di costruire progressivamente un'immagine dello spot.
Gradini e cadute
Uno degli elementi più interessanti è il passaggio da un fondale relativamente alto a uno nettamente più profondo.
Una ricciola può pattugliare il margine della struttura oppure risalire lungo di essa inseguendo il pesce foraggio.
Corrente
La corrente modifica completamente il comportamento del jig.
Influenza:
- velocità di affondamento;
- angolo formato dal trecciato;
- profondità effettivamente raggiunta;
- quantità di contatto con l'artificiale;
- traiettoria durante il recupero.
Un jig che in assenza di corrente raggiunge rapidamente il fondo può essere trasportato lateralmente e rimanere molto più alto quando il flusso aumenta.
La scelta del peso deve quindi dipendere dalla capacità di mantenere il controllo, non da una grammatura scelta una volta per tutte.
Pesce foraggio e segnali di attività
La presenza del foraggio costituisce uno dei segnali più importanti nella ricerca della ricciola.
Sugarelli, boghe, sardine, alacce, aguglie, piccoli cefali e altri pesci possono costituire potenziali prede a seconda dello spot e della stagione.
È particolarmente utile osservare:
- branchi che si concentrano improvvisamente;
- piccoli pesci che saltano;
- gabbiani che convergono sulla stessa zona;
- attività superficiale irregolare;
- predatori minori che iniziano contemporaneamente ad alimentarsi;
- improvvisi spostamenti del foraggio verso una struttura o la costa.
L'assenza di mangianze non significa comunque assenza di ricciole.
Il pesce può mantenersi vicino al fondo, attraversare lo spot a mezz'acqua oppure utilizzare una struttura senza spingere il foraggio verso la superficie.
È proprio in queste condizioni che la capacità dello shore jigging di esplorare verticalmente la colonna d'acqua diventa determinante.
Quando pescare la ricciola: periodi e orari
Non esiste un periodo identico per tutte le coste italiane. La presenza della ricciola vicino alla costa dipende da temperatura dell'acqua, area geografica, profondità, correnti e soprattutto disponibilità del pesce foraggio.
Nelle diverse zone del Mediterraneo gli avvicinamenti alla costa possono quindi verificarsi in periodi differenti e avere durata molto variabile.
Piuttosto che affidarsi a un calendario rigido, è più utile raccogliere informazioni sul singolo spot e riconoscere i periodi nei quali aumentano:
- presenza di foraggio;
- attività dei pelagici;
- correnti favorevoli;
- catture o avvistamenti della specie nella zona.
Alba
Le prime ore del mattino sono particolarmente interessanti perché possono coincidere con una maggiore attività del foraggio e permettono di affrontare lo spot prima che aumentino traffico nautico e disturbo.
Tramonto
Anche il cambio di luce serale può essere produttivo, soprattutto negli spot nei quali il foraggio si avvicina alla costa.
Pieno giorno
Una ricciola in caccia non smette di essere un obiettivo valido soltanto perché il sole è alto. Corrente, profondità e presenza delle prede possono creare opportunità anche nelle ore centrali.
Ancora una volta, le condizioni osservate sul posto valgono più dell'orario teoricamente migliore.
Che cos'è lo shore jigging
Lo shore jigging consiste nell'utilizzo dalla costa di metal jig progettati per essere lanciati a distanza e fatti lavorare a differenti profondità.
La caratteristica fondamentale della tecnica non è semplicemente il peso elevato dell'artificiale. Il vero vantaggio consiste nella possibilità di coprire contemporaneamente:
- grande distanza;
- notevole profondità;
- differenti velocità di recupero;
- strati diversi della colonna d'acqua.
Questo rende lo shore jigging particolarmente adatto alla ricerca della ricciola da scogliere, promontori e altri punti dai quali sia possibile raggiungere rapidamente fondali importanti.
Light shore jigging e shore jigging più pesante
All'interno della tecnica esistono configurazioni molto differenti.
Un'attrezzatura destinata prevalentemente a jig da 30-50 grammi è profondamente diversa da una configurazione costruita per lanciare sistematicamente artificiali da 80-100 grammi o superiori.
Non bisogna quindi scegliere la canna semplicemente perché viene commercializzata come "shore jigging". Occorre partire dal peso reale degli artificiali che verranno utilizzati.
Canna per la ricciola e lo shore jigging
La canna deve svolgere contemporaneamente tre compiti:
- lanciare il jig alla distanza necessaria;
- animarlo correttamente;
- gestire un pesce capace di produrre molta pressione.
Lunghezza
Nella pesca dalla costa sono comuni canne comprese indicativamente tra 2,70 e oltre 3 metri.
Una maggiore lunghezza può favorire la distanza di lancio e permettere di controllare meglio il filo sopra rocce e dislivelli. Una canna leggermente più corta può risultare invece più maneggevole e meno affaticante durante animazioni ripetute.
La scelta deve dipendere anche dalla posizione del pescatore. Una scogliera alta e complessa presenta esigenze differenti rispetto a una piattaforma vicina al livello dell'acqua.
Casting weight
Il casting range deve essere scelto sulla base dei jig realmente utilizzati.
A titolo puramente orientativo si possono distinguere configurazioni come:
| Configurazione | Jig indicativi | Impiego |
|---|---|---|
| Light shore jigging | 20-50 g circa | Pesca relativamente leggera, ricciole di taglia contenuta e altri predatori costieri |
| Shore jigging medio | 40-80 g circa | Configurazione versatile per spot con buona profondità |
| Shore jigging pesante | 60-100 g e oltre | Fondali importanti, corrente, grandi artificiali e pesci potenti |
Le categorie si sovrappongono volutamente e non rappresentano standard universali.
Inoltre, il valore massimo dichiarato sulla canna non deve essere interpretato automaticamente come il peso ideale con cui effettuare centinaia di lanci alla massima accelerazione.
Potenza e progressività
Una canna destinata alla ricciola deve possedere una notevole riserva di potenza, ma questo non significa che debba comportarsi come un attrezzo completamente rigido.
Durante il combattimento una buona capacità di flettersi progressivamente permette di assorbire le accelerazioni del pesce e lavorare insieme alla frizione.
Mulinello: taglia, recupero e frizione
Il mulinello costituisce una parte fondamentale dell'attrezzatura da shore jigging perché deve sopportare numerosi recuperi di artificiali relativamente pesanti e gestire combattimenti ad alto carico.
Taglia
Per configurazioni dedicate alla ricciola vengono frequentemente utilizzati mulinelli appartenenti indicativamente alle classi 4000-6000 e, nelle pesche più pesanti, anche superiori.
La numerazione deve però essere interpretata con cautela perché non è perfettamente uniforme tra produttori e serie differenti.
È molto più importante verificare:
- capacità della bobina;
- peso;
- robustezza della meccanica;
- recupero per giro di manovella;
- fluidità della frizione;
- bilanciamento con la canna.
Recupero
Un recupero relativamente veloce permette di raccogliere rapidamente la lenza durante animazioni del jig e di mantenere il controllo quando il pesce cambia direzione.
Non bisogna comunque confondere il gear ratio con la velocità effettiva: ciò che conta operativamente è anche la quantità di filo recuperata a ogni giro di manovella.
Frizione
Nella pesca alla ricciola una frizione potente è utile soltanto se è anche fluida, progressiva e controllabile.
Il drag massimo dichiarato non deve essere utilizzato come obiettivo di regolazione. La pressione effettiva deve essere compatibile con trecciato, terminale, nodi, ami e canna.
Vicino a strutture sommerse può essere necessario esercitare una pressione importante fin dai primi secondi, ma chiudere indiscriminatamente la frizione non trasforma una configurazione leggera in un'attrezzatura pesante.
Trecciato e terminale
Trecciato
La classe del trecciato deve essere proporzionata all'intera configurazione.
Per lo shore jigging rivolto alla ricciola possono essere utilizzate, a seconda dell'impostazione, classi comprese indicativamente tra PE 1.5 e PE 3, mentre configurazioni realmente pesanti possono richiedere PE superiori.
Non avrebbe però senso utilizzare automaticamente il trecciato più robusto possibile.
Aumentando la sezione aumentano generalmente:
- resistenza aerodinamica;
- effetto della corrente;
- quantità di filo trascinata dal vento.
Possono quindi diminuire distanza di lancio e capacità di raggiungere rapidamente la profondità.
La scelta deve trovare un equilibrio tra gittata, controllo del jig e margine necessario durante il combattimento.
Terminale
Il leader deve soprattutto fornire una maggiore protezione dal contatto con rocce e strutture.
In configurazioni medio-pesanti possono essere utilizzati, indicativamente, fluorocarbon o nylon nell'ordine di 0,45-0,70 mm, aumentando ulteriormente il diametro quando spot, potenza dell'attrezzatura e taglia potenziale dei pesci lo richiedono.
Il valore deve essere scelto considerando soprattutto l'ambiente. Una parete rocciosa verticale con numerosi punti di contatto richiede un margine differente rispetto a una situazione nella quale il pesce può essere combattuto prevalentemente in acqua libera.
Lunghezza del leader
Un leader relativamente lungo aumenta la quantità di materiale resistente all'abrasione disponibile durante le fasi finali del combattimento.
Se il nodo deve attraversare ripetutamente gli anelli durante il lancio, diventa però essenziale utilizzare una connessione compatta e realizzata correttamente.
L'FG Knot è particolarmente diffuso nello shore jigging proprio perché permette di collegare trecciato e leader mantenendo un profilo relativamente sottile.
Come scegliere il metal jig
Non esiste un metal jig universalmente migliore per la ricciola.
La scelta deve partire da quattro domande:
- quanta distanza devo raggiungere?
- quanta profondità devo esplorare?
- quanta corrente devo contrastare?
- come voglio che l'artificiale lavori durante recupero e caduta?
Il peso rappresenta soltanto una parte della risposta.
Due jig entrambi da 60 grammi possono avere forma, distribuzione del peso, velocità di affondamento e comportamento completamente differenti.
Peso, forma e assetto del jig
Jig compatti
Un profilo compatto offre generalmente eccellenti prestazioni di lancio e una discesa relativamente rapida.
È particolarmente interessante quando:
- il vento è sostenuto;
- serve molta distanza;
- la corrente è forte;
- bisogna raggiungere rapidamente il fondo.
Jig più larghi
Un corpo più largo può produrre maggiori oscillazioni durante la caduta e un comportamento più evidente nei cambi di direzione.
In compenso può offrire maggiore resistenza all'acqua e scendere più lentamente rispetto a un modello estremamente compatto dello stesso peso.
Bilanciamento
La posizione del baricentro modifica sia il volo sia il movimento.
Jig con peso fortemente concentrato verso la parte posteriore possono privilegiare capacità di lancio e rapidità di discesa. Distribuzioni differenti possono invece produrre cadute più oscillanti e un'azione più marcata.
Non esiste una soluzione migliore in assoluto: la forma deve essere scelta in funzione del compito.
Quanto deve pesare il jig?
Il criterio più utile consiste nell'utilizzare il peso sufficiente per raggiungere e controllare lo strato desiderato senza aumentarlo inutilmente.
Se 50 grammi permettono di raggiungere il fondo e mantenere un buon contatto, passare automaticamente a 80 grammi può aumentare l'affaticamento senza produrre alcun vantaggio concreto.
Se invece corrente e vento impediscono al jig di raggiungere rapidamente la quota desiderata, aumentare peso o scegliere una forma più compatta diventa razionale.
Assist hook, ancorette e collegamenti
Nello shore jigging gli assist hook rappresentano una delle soluzioni più diffuse per armare i metal jig.
Possono essere montati nella parte anteriore dell'artificiale e, a seconda della configurazione, utilizzati singolarmente o in coppia.
La scelta deve tenere conto di:
- dimensioni del jig;
- taglia dell'amo;
- lunghezza dell'assist cord;
- resistenza dell'intero collegamento;
- tipo di movimento dell'artificiale.
Un amo eccessivamente grande può interferire con il jig, mentre uno sottodimensionato rappresenta un evidente punto debole nella pesca di pesci potenti.
Anche solid ring, split ring e altri componenti devono essere proporzionati all'intera montatura.
L'aggiunta di un'ancoretta posteriore può aumentare le possibilità di intercettare alcuni attacchi, ma incrementa contemporaneamente il rischio di incaglio quando il jig viene fatto lavorare vicino al fondo.
La scelta deve quindi dipendere dallo spot e dal tipo di recupero.
Tecniche di recupero nello shore jigging
La ricciola può reagire a recuperi molto differenti. Limitarsi a una sola animazione significa rinunciare a una parte importante delle possibilità offerte dal jig.
Recupero veloce e lineare
Un jig compatto recuperato rapidamente può imitare un piccolo pesce in fuga e permette di coprire molta acqua.
È particolarmente utile quando i predatori sono attivi e si mantengono a mezz'acqua o negli strati superiori.
Jerking regolare
Una successione di richiami della canna abbinati al recupero permette al jig di accelerare e cambiare assetto ripetutamente.
Ampiezza e frequenza dei movimenti possono essere adattate in funzione del peso dell'artificiale e della risposta dei pesci.
Long jerk
Richiami più ampi permettono al jig di compiere accelerazioni marcate seguite da fasi nelle quali può rallentare o iniziare una breve caduta.
Questo tipo di variazione può risultare utile quando un recupero estremamente regolare non produce attacchi.
Accelerazioni e pause
Non è necessario mantenere lo stesso ritmo per tutto il recupero.
Una sequenza veloce seguita da un rallentamento o da una brevissima pausa può simulare una preda che perde improvvisamente velocità.
Attacco in caduta
Una ricciola può intercettare il jig anche mentre scende.
È quindi importante mantenere sufficiente controllo della lenza per percepire eventuali anomalie: un arresto anticipato della discesa, un'accelerazione insolita o uno spostamento laterale possono indicare un contatto.
La caduta non deve perciò essere considerata semplicemente il tempo necessario prima di iniziare a pescare. È già parte della presentazione.
Pencil sinking, jerkbait e stick bait
Shore jigging e metal jig non rappresentano le uniche possibilità quando la ricciola si avvicina alla costa.
Pencil sinking
Il pencil affondante combina ottime capacità di lancio con una silhouette generalmente più simile a quella di un pesce rispetto a un metal jig tradizionale.
Può essere lasciato scendere fino alla quota desiderata e recuperato velocemente, animato con jerkate oppure utilizzato con variazioni di ritmo.
È particolarmente interessante quando il pesce si trova negli strati superiori o intermedi e non è necessario raggiungere rapidamente profondità estreme.
Minnow e jerkbait
Possono essere molto efficaci quando le ricciole cacciano relativamente vicino alla superficie.
La loro principale limitazione rispetto al jig riguarda generalmente distanza e capacità di raggiungere rapidamente gli strati profondi.
In compenso permettono di mantenere una profondità relativamente prevedibile e offrire una presentazione molto diversa.
Stick bait e topwater
Quando la ricciola manifesta attività superficiale, artificiali di superficie di dimensioni adeguate possono produrre attacchi estremamente violenti.
Anche in questo caso non bisogna utilizzarli semplicemente perché spettacolari. Se il pesce si trova diversi metri sotto la superficie, un artificiale incapace di raggiungerlo riduce drasticamente le possibilità di incontro.
Come scegliere l'artificiale in base alle condizioni
La tabella seguente rappresenta un orientamento e non un insieme di regole assolute.
| Situazione | Prima scelta possibile | Obiettivo |
|---|---|---|
| Pesce attivo in superficie | Stick bait, topwater, jerkbait | Concentrare la pesca nello strato degli attacchi |
| Attività nei primi metri d'acqua | Pencil sinking, jerkbait | Mantenere l'esca nella fascia superficiale e sub-superficiale |
| Profondità sconosciuta | Metal jig | Esplorare progressivamente tutta la colonna d'acqua |
| Pesce molto lontano | Metal jig compatto, pencil sinking | Massimizzare la gittata |
| Corrente forte | Jig compatto e relativamente pesante | Raggiungere e mantenere la quota desiderata |
| Vento frontale o laterale | Jig compatto | Ridurre l'influenza aerodinamica |
| Pesce vicino al fondo | Metal jig | Raggiungere rapidamente la zona produttiva |
| Foraggio piccolo | Jig o pencil compatto | Ridurre la silhouette mantenendo distanza di lancio |
La regola fondamentale è scegliere l'artificiale in base alla funzione richiesta.
Se serve raggiungere il fondo rapidamente, la capacità di affondamento viene prima del colore. Se il pesce è in superficie, utilizzare un jig pesante soltanto perché permette di lanciare più lontano può essere inutile. Se il vento impedisce a un jerkbait di raggiungere la zona, un artificiale più compatto risolve un problema concreto.
Come esplorare sistematicamente la colonna d'acqua
Uno dei principali vantaggi dello shore jigging consiste nella possibilità di cercare il pesce anche quando non esiste alcun segnale visibile.
Un metodo efficace consiste nel dividere virtualmente la colonna d'acqua in fasce.
Primi lanci: strati superiori
Dopo il lancio si lascia scendere il jig soltanto per un breve periodo e si inizia il recupero.
In questo modo si verifica la presenza di pesci negli strati superficiali senza perdere tempo facendo raggiungere sempre il fondo all'artificiale.
Seconda fase: mezz'acqua
Se non arriva alcuna risposta, si aumenta il tempo di caduta e si esplora una fascia più profonda.
Terza fase: fondo
Successivamente si può lasciare raggiungere il fondo al jig e iniziare il recupero da quella quota.
Questa sequenza deve essere ripetuta anche modificando l'angolo dei lanci.
In questo modo non si pesca genericamente "davanti", ma si esplora uno spazio tridimensionale formato da distanza, direzione e profondità.
Contare i secondi
Utilizzare un conteggio approssimativamente regolare durante la caduta aiuta a ripetere la quota alla quale si è verificato un attacco.
Se, per esempio, un pesce attacca dopo che il jig è stato lasciato affondare per un determinato intervallo, nei lanci successivi è razionale tornare a esplorare prioritariamente quella fascia.
Il conteggio non fornisce una profondità assoluta, perché corrente e traiettoria possono cambiare, ma costituisce un riferimento operativo estremamente utile.
Attacco, ferrata e primi secondi del combattimento
La ricciola può produrre un attacco violentissimo, soprattutto quando intercetta un artificiale recuperato rapidamente.
Con metal jig e pencil il pesce può allamarsi mentre è già in accelerazione. Una ferrata esasperata non è quindi sempre necessaria.
È più importante stabilire rapidamente un contatto solido e mantenere la canna sotto carico.
I primi secondi
Nella pesca dalla costa questa fase è particolarmente critica.
Una ricciola che si trova sopra rocce, un gradino o una parete può cercare rapidamente profondità e struttura. Concedere filo senza controllo può permetterle di raggiungere una zona nella quale il terminale entra in contatto con il fondale.
D'altra parte, bloccare completamente il sistema può provocare la rottura di trecciato, leader, nodo o ami.
La regolazione corretta nasce quindi dal compromesso tra due esigenze:
- impedire al pesce di raggiungere immediatamente gli ostacoli;
- mantenere il carico entro il margine sopportabile dalla montatura.
Come combattere una ricciola dalla costa
Una volta superata la prima fase, il combattimento deve essere condotto mantenendo una pressione continua e controllata.
La canna non deve essere utilizzata attraverso pompate esasperate e movimenti inutilmente bruschi. È preferibile sfruttarne la progressività e recuperare filo ogni volta che il pesce lo permette.
Controllare l'angolo del filo
Dalla scogliera è essenziale osservare continuamente la direzione nella quale si sposta il pesce.
Una ricciola che si muove lateralmente può portare rapidamente il filo a sfregare contro una punta sommersa anche quando la distanza dal pescatore rimane quasi invariata.
Non forzare inutilmente in acqua libera
Se il pesce è riuscito a raggiungere acqua libera, può essere conveniente sfruttare questa situazione per lavorarlo con maggiore progressività invece di aumentare immediatamente la pressione.
Il problema principale sono generalmente gli ostacoli, non la quantità assoluta di metri di filo presi durante una fuga controllata.
Le ultime fasi
Una ricciola apparentemente stanca può produrre un'altra fuga quando vede la costa, raggiunge la superficie o avverte la presenza del pescatore.
È quindi importante non chiudere improvvisamente la frizione e non perdere tensione proprio negli ultimi metri.
Prima ancora di iniziare a pescare bisogna aver individuato il punto nel quale sarà possibile guadinare o salpare il pesce in sicurezza.
Gli errori più comuni
Utilizzare sempre il jig più pesante possibile
Un artificiale più pesante non è automaticamente più efficace. Se la corrente permette di controllare perfettamente un jig più leggero, il peso aggiuntivo può produrre soltanto maggiore affaticamento e una presentazione differente da quella desiderata.
Far raggiungere sempre il fondo al jig
La ricciola può trovarsi a mezz'acqua o vicino alla superficie. Portare ogni lancio fino al fondo significa perdere tempo e attraversare inutilmente una zona potenzialmente produttiva.
Recuperare sempre nello stesso modo
Velocità, jerkate, accelerazioni e pause devono essere utilizzate come variabili. Un recupero che non produce risultati non deve essere ripetuto indefinitamente soltanto perché viene considerato quello "corretto" per lo shore jigging.
Concentrarsi soltanto sulla distanza
Raggiungere cento metri non serve se la struttura interessante si trova a sessanta. La traiettoria del jig attraverso la zona produttiva conta più della distanza assoluta.
Utilizzare un trecciato eccessivamente grosso
Sovradimensionare la lenza può ridurre distanza di lancio, aumentare l'effetto della corrente e peggiorare la capacità del jig di raggiungere rapidamente la profondità.
Utilizzare un terminale troppo sottile vicino alle rocce
Nella pesca della ricciola dalla costa una rottura può essere provocata non dalla forza lineare del pesce ma dallo sfregamento del leader contro una struttura.
Regolare la frizione soltanto in base al drag massimo
La frizione deve essere compatibile con il componente più debole dell'intero sistema. Il valore massimo dichiarato dal mulinello non rappresenta la pressione con la quale bisogna necessariamente pescare.
Non osservare il foraggio
Concentrarsi esclusivamente sulla tecnica di animazione mentre il pesce foraggio cambia posizione significa ignorare una delle informazioni più importanti disponibili.
Cambiare colore quando il problema è la profondità
Se la ricciola si trova venti metri sotto l'artificiale, modificare soltanto la livrea difficilmente risolve il problema. Prima vengono posizione, profondità e traiettoria; successivamente si affinano gli altri dettagli.
Non controllare il leader
Dopo un contatto con il fondo, una roccia o una cattura bisogna verificare attentamente il terminale. Una zona ruvida o segnata deve essere eliminata prima del lancio successivo.
Pescare da una posizione dalla quale non è possibile recuperare il pesce
Una postazione eccellente per il lancio può essere pessima per il combattimento. Prima di iniziare bisogna valutare dove potrà essere portata la cattura.
Sicurezza e gestione della cattura
Lo shore jigging viene spesso praticato da scogliere, promontori e zone esposte, ambienti nei quali la sicurezza deve avere priorità assoluta rispetto alla ricerca della posizione di lancio migliore.
Onde, rocce bagnate, vento e variazioni improvvise del livello dell'acqua possono rendere pericoloso uno spot che pochi minuti prima sembrava perfettamente gestibile.
Non bisogna avvicinarsi al bordo o raggiungere una piattaforma esposta soltanto per guadagnare qualche metro di lancio.
Prima della pesca è necessario valutare:
- condizioni del mare;
- possibili onde anomale;
- stabilità e aderenza della superficie;
- via di uscita dallo spot;
- punto dal quale gestire un eventuale pesce;
- modalità di utilizzo di guadino o altri strumenti di salpaggio.
Anche durante la gestione della cattura bisogna prestare particolare attenzione agli ami. Una ricciola ancora energica può compiere movimenti improvvisi e un assist hook o un'ancoretta libera possono provocare ferite serie.
Se il pesce viene rilasciato, è opportuno preparare in anticipo gli strumenti necessari, limitare il tempo fuori dall'acqua e procedere alla slamatura con rapidità e attenzione.
Conclusioni
La pesca alla ricciola a spinning dalla costa richiede molto più della semplice capacità di lanciare un metal jig a grande distanza.
Lo shore jigging diventa realmente efficace quando viene utilizzato come strumento per esplorare sistematicamente uno spazio tridimensionale: distanza, direzione e profondità. Il jig permette di raggiungere rapidamente il fondo, lavorare a mezz'acqua o attraversare gli strati superficiali, ma deve essere utilizzato in funzione di ciò che sta accadendo nello spot.
Profondità, gradini del fondale, corrente e presenza del pesce foraggio rappresentano quindi i riferimenti fondamentali. Una struttura raggiunta con un lancio di sessanta metri può essere molto più importante di acqua uniforme raggiunta a cento.
Anche la scelta dell'artificiale deve seguire questa logica. Jig compatti permettono distanza e rapidità di discesa; modelli con maggiore superficie possono produrre cadute più accentuate; pencil sinking e jerkbait diventano interessanti negli strati superiori; stick bait e topwater acquistano importanza quando le ricciole manifestano attività superficiale.
L'attrezzatura deve essere costruita come un sistema coerente. Canna, mulinello, trecciato, leader, nodo, assist hook e collegamenti devono essere proporzionati sia agli artificiali sia alle condizioni nelle quali avverrà il combattimento.
Questo aspetto è particolarmente importante con la ricciola, perché la capacità di impedire al pesce di raggiungere una struttura nei primi secondi può essere più importante del carico di rottura teorico della lenza. Allo stesso tempo, forzare oltre i limiti dell'attrezzatura non aumenta il controllo: aumenta soltanto la probabilità che ceda uno dei componenti.
La vera efficacia nasce quindi dalla capacità di leggere lo spot e adattare continuamente la pesca. Se il jig non raggiunge la quota desiderata, si modifica peso o forma. Se i pesci si trovano più in alto, si riduce il tempo di caduta. Se compare attività superficiale, si cambia categoria di artificiale. Se una determinata profondità produce un contatto, la si esplora nuovamente con metodo.
Nello spinning alla ricciola, infatti, la domanda decisiva non è soltanto «quanto lontano riesco a lanciare?», ma «dove si trova realmente il pesce e come faccio a mantenere il mio artificiale in quella zona?».
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