Lo Xorus Patchinko è uno degli stickbait di superficie più conosciuti nello spinning, apprezzato soprattutto per la capacità di raggiungere lunghe distanze e per la facilità con cui può essere animato in walking the dog. La gamma comprende misure molto differenti, adatte tanto alle presentazioni leggere e discrete quanto alla ricerca di predatori importanti in mare.
In questa recensione analizzeremo specifiche, costruzione, prestazioni di lancio, comportamento in acqua e differenze tra le varie misure. Le caratteristiche dichiarate dal produttore saranno distinte dalle osservazioni emerse durante l’utilizzo in pesca, così da valutare con equilibrio i reali punti di forza del Patchinko e i limiti da considerare prima dell’acquisto.
Indice
- Caratteristiche generali dello Xorus Patchinko
- Misure, pesi e specifiche tecniche
- Costruzione, forma e bilanciamento
- Prestazioni di lancio
- Assetto, galleggiabilità e sonorità
- Azione e principali tipi di recupero
- Differenze tra Patchinko 85, 100, 125, 140 e 165
- Prova in pesca e condizioni di utilizzo
- Predatori e ambienti più indicati
- Ancorette, anelli e componentistica
- Finiture e durabilità
- Pregi dello Xorus Patchinko
- Limiti e compromessi
- A chi è consigliato
- Conclusioni
Caratteristiche generali dello Xorus Patchinko
Lo Xorus Patchinko è un artificiale galleggiante di superficie appartenente alla categoria dei pencil popper. Il corpo è lungo e affusolato come quello di uno stickbait, mentre la bocca presenta una concavità meno pronunciata rispetto a quella di un popper tradizionale.
Questa configurazione permette di combinare gli sbandamenti laterali tipici del walking the dog con piccoli spruzzi, turbolenze e segnali sonori. Il Patchinko può quindi essere animato sia con recuperi rapidi e aggressivi sia con una conduzione lenta, capace di mantenerlo a lungo all’interno di una zona circoscritta.
Uno degli elementi che ne hanno determinato la diffusione è la capacità di coprire ampie porzioni d’acqua. La forma aerodinamica e il bilanciamento interno sono progettati per favorire la stabilità durante il lancio, mentre la gamma compresa tra 85 e 165 mm permette di adattarne volume, peso e intensità dei segnali a predatori e condizioni molto differenti.
Misure, pesi e specifiche tecniche
La gamma Xorus Patchinko comprende cinque misure. Tutte le versioni sono floating, producono una sonorità interna e vengono fornite con due ancorette Decoy, ma modello e misura della dotazione cambiano in funzione delle dimensioni dell’artificiale.
| Modello | Lunghezza | Peso | Assetto | Ancorette dichiarate |
|---|---|---|---|---|
| Patchinko 85 | 85 mm | 7 g | Floating | 2 Decoy YW-77 n. 8 |
| Patchinko 100 | 100 mm | 11 g | Floating | 2 Decoy YW-77 n. 6 |
| Patchinko 125 | 125 mm | 18 g | Floating | Decoy TS-21 n. 3 ventrale e YS-21 n. 3 in coda |
| Patchinko 140 | 140 mm | 25 g | Floating | Decoy TS-21 n. 2 ventrale e YS-21 n. 2 in coda |
| Patchinko 165 | 165 mm | 45 g | Floating | Decoy TS-21 1/0 ventrale e YS-21 1/0 in coda |
Le differenze di peso sono considerevoli: il Patchinko 85 appartiene alla pesca leggera, mentre il 165 richiede un’attrezzatura capace di lanciare e animare correttamente 45 g. Non bisogna quindi considerare le cinque misure come semplici riproduzioni in scala dello stesso artificiale.
Aumentando lunghezza e massa cambiano la distanza potenzialmente raggiungibile, la quantità d’acqua spostata, la sonorità percepita, la visibilità dell’esca e la potenza necessaria per gestirla. La scelta deve essere effettuata considerando foraggio, predatori, condizioni dello spot e casting range della canna.
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Costruzione, forma e bilanciamento
Il Patchinko presenta un corpo rigido dalla sezione sottile, con dorso leggermente arcuato, ventre più lineare e una piccola concavità nella parte anteriore. La bocca non produce lo spostamento d’acqua marcato di un popper tradizionale, ma contribuisce a generare piccoli spruzzi e turbolenze durante le accelerazioni.
La distribuzione interna delle masse è uno degli aspetti centrali del progetto. Il bilanciamento deve infatti assolvere a due funzioni differenti: stabilizzare l’artificiale durante il volo e permettergli di rispondere con prontezza ai colpi di cimino una volta in acqua.
Xorus non pubblica, nelle schede ufficiali consultate, una descrizione dettagliata della struttura interna o dell’eventuale armatura. È quindi corretto valutare separatamente le caratteristiche dichiarate, come peso, assetto e componentistica, e quelle che richiedono osservazione diretta, come robustezza del corpo, posizione assunta a riposo e resistenza agli urti.
Prestazioni di lancio
Il lancio a lunga distanza è una delle caratteristiche per le quali il Patchinko è maggiormente conosciuto. Il profilo affusolato limita la resistenza aerodinamica, mentre il bilanciamento interno è progettato per mantenere una traiettoria stabile anche durante lanci energici.
La massa crescente delle varie misure consente di scegliere il modello più adatto all’attrezzatura e alle condizioni del vento. Il Patchinko 85 e il 100 permettono di conservare una presentazione compatta con canne leggere; il 125 e il 140 rappresentano le configurazioni più orientate alla prospezione dalla costa; il 165 offre la maggiore massa, ma richiede una canna sufficientemente potente e un gesto di lancio adeguato.
Il peso, tuttavia, non è l’unico fattore che determina la distanza. Diametro del trecciato, lunghezza e azione della canna, terminale, vento e tecnica dello spinner possono modificare sensibilmente il risultato. Un confronto rigoroso tra le cinque misure richiederebbe quindi prove effettuate con attrezzature proporzionate e in condizioni comparabili.
Assetto, galleggiabilità e sonorità
Tutte le versioni del Patchinko sono floating e rimangono in superficie durante le pause. Questa caratteristica permette di interrompere il recupero senza perdere l’artificiale nella colonna d’acqua e consente di insistere sopra ostacoli, fondali bassi e zone ricche di vegetazione sommersa.
La posizione esatta assunta a riposo e la rapidità con cui l’artificiale torna stabile possono cambiare tra le diverse misure e in seguito alla sostituzione della componentistica. Ancorette o anelli sensibilmente più pesanti possono ridurre la galleggiabilità e modificare la risposta ai primi colpi di cimino dopo una pausa.
La gamma è dichiarata sonora. Il richiamo non dipende soltanto dalle sfere interne: durante il recupero contribuiscono anche il contatto della bocca con l’acqua, gli spruzzi e le turbolenze generate dal corpo. La percezione complessiva del segnale varia in funzione della misura, della velocità di recupero, dell’intensità delle sollecitazioni e delle condizioni della superficie.
Azione e principali tipi di recupero
Il recupero più caratteristico è il walking the dog, ottenuto mediante colpi di cimino regolari accompagnati dal recupero della lenza in eccesso. Il Patchinko alterna così sbandamenti a destra e a sinistra, mantenendosi in superficie e producendo piccoli spruzzi.
Con colpi più rapidi e una maggiore velocità di recupero, l’azione diventa aggressiva e l’artificiale avanza velocemente, simulando la fuga di un pesce foraggio. Questa conduzione permette di coprire ampie superfici e di provocare reazioni istintive nei predatori attivi.
Riducendo la tensione sulla lenza e impartendo sollecitazioni più brevi, il Patchinko può invece compiere sbandamenti molto ampi avanzando lentamente. In questo modo rimane più a lungo nella stessa zona, caratteristica utile sopra una struttura, lungo una scogliera, in prossimità di una mangianza o quando un pesce ha seguito l’esca senza attaccarla.
È possibile alternare recuperi lineari, sequenze di walking the dog, accelerazioni e pause. L’efficacia delle diverse conduzioni dipende dalla misura utilizzata: i modelli piccoli rispondono a sollecitazioni contenute, mentre il 140 e soprattutto il 165 richiedono movimenti e attrezzature proporzionati alla loro maggiore massa.
Differenze tra Patchinko 85, 100, 125, 140 e 165
Ogni misura conserva l’impostazione generale del Patchinko, ma produce una presentazione differente. La scelta non deve essere effettuata soltanto in base alla taglia del predatore: contano anche dimensioni del foraggio, distanza richiesta, intensità del richiamo e potenza dell’attrezzatura.
| Modello | Carattere principale | Impiego indicativo |
|---|---|---|
| Patchinko 85 | Compatto e discreto | Foraggio minuto, pesci diffidenti e attrezzature leggere |
| Patchinko 100 | Leggero ma versatile | Pesca fine di superficie in mare e acqua dolce |
| Patchinko 125 | Equilibrio tra profilo, lancio e richiamo | Prospezione generale dalla costa e ricerca di più specie |
| Patchinko 140 | Maggiore presenza e distanza | Spinning in mare, vento e attività lontane dalla riva |
| Patchinko 165 | Volume e richiamo elevati | Attrezzature pesanti e predatori marini di buona taglia |
Il Patchinko 85 privilegia discrezione e compattezza. È il modello più coerente quando i predatori si alimentano di avannotti o piccoli pesci foraggio e quando un artificiale voluminoso produrrebbe un segnale eccessivo.
Il Patchinko 100 conserva un profilo contenuto, ma gli 11 g ampliano le possibilità di lancio e di impiego. Rappresenta una misura versatile per perche, black bass, aspi e spigole, purché venga utilizzato con un’attrezzatura adeguatamente leggera.
Il Patchinko 125 costituisce il punto di equilibrio della gamma. I 18 g permettono una buona capacità di prospezione senza raggiungere il volume e l’impegno delle misure superiori. È una delle configurazioni più adattabili tanto alla pesca in mare quanto all’acqua dolce.
Il Patchinko 140 è maggiormente orientato allo spinning costiero. La combinazione di 140 mm e 25 g aumenta presenza, visibilità e capacità di richiamo, risultando adatta quando occorre raggiungere zone lontane o pescare con condizioni meno favorevoli.
Il Patchinko 165 è una versione specialistica da 45 g. Non rappresenta semplicemente un 140 più lungo: richiede una canna più potente, genera segnali più marcati e offre una sagoma destinata soprattutto alla ricerca di predatori marini con attrezzature medio-pesanti o pesanti.
Prova in pesca e condizioni di utilizzo
Le cinque misure dello Xorus Patchinko sono state utilizzate principalmente in ambienti portuali e di foce, nella ricerca della spigola. Il confronto diretto ha permesso di valutarne le differenze nella facilità di lancio, nella risposta ai colpi di cimino e nella quantità di segnale prodotto in superficie.
Il Patchinko 85 e il 100 risultano particolarmente coerenti con le situazioni in cui la spigola si alimenta su foraggio minuto o mostra diffidenza verso artificiali voluminosi. Richiedono attrezzature leggere e una gestione accurata della lenza, ma consentono una presentazione discreta e possono essere animati con sollecitazioni molto contenute.
Il Patchinko 125 rappresenta la misura più equilibrata per un utilizzo generale. I 18 g permettono di raggiungere buone distanze senza rendere l’artificiale impegnativo da animare, mentre il volume rimane compatibile sia con recuperi rapidi sia con un walking the dog lento e insistito.
Il Patchinko 140 aumenta la presenza dell’esca e risulta più indicato quando occorre raggiungere zone lontane, pescare con vento moderato o produrre un richiamo superficiale più evidente. Rispetto alle misure inferiori richiede movimenti leggermente più ampi e un’attrezzatura capace di gestirne correttamente i 25 g.
Il Patchinko 165 è il modello più specialistico della gamma. I 45 g permettono di utilizzare una sagoma molto visibile e di produrre segnali marcati, ma richiedono una canna più potente e rendono la conduzione maggiormente impegnativa. Nella ricerca della spigola non rappresenta necessariamente la scelta più versatile, ma può risultare utile quando sono presenti prede di grandi dimensioni, attività lontane dalla riva o condizioni che richiedono un artificiale molto voluminoso.
In porto, dove l’acqua può essere più calma e i pesci sottoposti a una maggiore pressione di pesca, le misure compatte permettono una presentazione meno invasiva. In foce, la corrente e la necessità di coprire superfici più ampie possono invece favorire il 125 e il 140, che offrono un buon compromesso tra controllo, distanza e visibilità.
Nessuna misura è risultata superiore in ogni situazione. La scelta dipende dalle dimensioni del foraggio, dalla distanza delle attività, dall’intensità della corrente e dal livello di diffidenza delle spigole. La vera versatilità della gamma deriva proprio dalla possibilità di passare da una presentazione compatta e discreta a un artificiale più voluminoso e aggressivo senza cambiare completamente tipo di azione.
Predatori e ambienti più indicati
Il Patchinko è nato soprattutto come artificiale di superficie per la ricerca della spigola, ma la varietà delle misure ne permette l’impiego anche in acqua dolce. Le schede ufficiali lo indicano, a seconda della versione, per persici, black bass, lucci, aspi e palamite.
In mare può essere utilizzato da spiagge, scogliere, moli, foci e imbarcazioni, soprattutto quando i predatori cacciano in superficie o quando occorre raggiungere attività distanti. Le misure da 125 e 140 mm rappresentano le configurazioni più trasversali per lo spinning costiero, mentre il 165 è maggiormente orientato ad attrezzature potenti e pesci di buona taglia.
I modelli da 85 e 100 mm risultano più coerenti con pesce foraggio minuto, acque calme e predatori diffidenti. In acqua dolce permettono di insidiare persici, black bass e aspi con una presentazione compatta; il loro peso ridotto richiede però canne e trecciati proporzionati.
Il Patchinko lavora esclusivamente in superficie. Non è quindi la scelta più adatta quando i predatori stazionano stabilmente in profondità o quando vento, onde e corrente impediscono di mantenere un controllo sufficiente sull’artificiale.
Ancorette, anelli e componentistica
Tutte le versioni vengono commercializzate con ancorette Decoy, ma la dotazione cambia con le dimensioni dell’artificiale. Il Patchinko 85 e il 100 utilizzano due YW-77; dal 125 al 165 è invece prevista una combinazione tra una TS-21 ventrale e una YS-21 in coda.
La combinazione tra una TS-21 ventrale e una YS-21 in coda è dichiarata dal produttore per le misure da 125, 140 e 165 mm. Le schede ufficiali non spiegano però nel dettaglio le ragioni progettuali di questa scelta; è quindi prudente limitarsi a osservare che massa, forma e posizione delle ancorette contribuiscono all’assetto e alla risposta dell’artificiale.
Prima dell’utilizzo è comunque opportuno controllare affilatura, eventuali deformazioni delle punte, stato degli anelli spaccati e presenza di ossidazione. La dotazione originale deve essere valutata in relazione alla potenza dei predatori ricercati e non soltanto al marchio riportato sulla scheda tecnica.
In caso di sostituzione, ancorette e anelli dovrebbero mantenere massa e dimensioni vicine all’allestimento originale. Componenti sensibilmente più pesanti possono modificare galleggiabilità, posizione assunta a riposo e facilità con cui il Patchinko avvia il walking the dog.
Finiture e durabilità
La gamma comprende numerose colorazioni, dalle livree naturali che imitano piccoli pesci foraggio alle varianti bianche, gialle, trasparenti e ad alta visibilità. La scelta può essere effettuata considerando luminosità, trasparenza dell’acqua e necessità di seguire visivamente l’artificiale durante il recupero.
Le colorazioni opache o molto visibili agevolano il controllo a distanza e con cielo coperto; quelle naturali o trasparenti possono risultare più discrete in acqua limpida. Non esiste tuttavia una livrea universalmente superiore: l’efficacia dipende dalle condizioni e dal comportamento dei predatori.
Le schede ufficiali non forniscono dati comparativi sulla resistenza della verniciatura. Denti, urti contro le rocce e sfregamenti possono quindi provocare graffi o perdita di parte del rivestimento, senza compromettere necessariamente il funzionamento dell’esca.
Dopo l’impiego in mare è consigliabile risciacquare l’artificiale con acqua dolce, lasciarlo asciugare e controllare la componentistica prima di riporlo. Crepe, infiltrazioni d’acqua, deformazioni degli occhielli o variazioni anomale dell’assetto richiedono invece una verifica più approfondita.
Pregi dello Xorus Patchinko
- Elevata vocazione al lancio: forma e bilanciamento sono progettati per raggiungere distanze importanti e mantenere una traiettoria stabile.
- Walking the dog efficace: risponde con sbandamenti laterali regolari e può essere animato sia velocemente sia con una conduzione molto lenta.
- Capacità di lavorare quasi sul posto: con una tensione ridotta della lenza può compiere ampi cambi di direzione avanzando poco.
- Gamma completa: le cinque misure coprono impieghi che vanno dalla pesca leggera alla ricerca di predatori marini con attrezzature potenti.
- Versatilità: può essere utilizzato in mare, laghi e fiumi con numerosi predatori di superficie.
- Dotazione chiaramente specificata: tutte le versioni sono fornite con ancorette Decoy, con modello e misura indicati per ciascuna configurazione.
- Richiamo visivo e sonoro: sbandamenti, spruzzi, turbolenze e sonorità interna producono segnali differenti durante il recupero.
Il principale punto di forza del Patchinko è la capacità di unire distanza di lancio e controllo del movimento. Molti artificiali adatti a coprire rapidamente grandi superfici risultano meno efficaci quando devono rimanere a lungo sopra uno spot; il Patchinko permette invece di alternare una prospezione veloce a una conduzione lenta e insistita.
Limiti e compromessi
- Prezzo elevato: si colloca in una fascia superiore rispetto a numerosi stickbait di superficie e la perdita dell’artificiale può essere economicamente rilevante.
- Esclusivamente floating: la gamma non comprende versioni sinking, quindi non permette di esplorare direttamente gli strati sottostanti durante le pause.
- Assenza di una versione silenziosa: tutte le misure sono dichiarate sonore; la gamma non offre quindi un’alternativa priva di rattling quando si desidera un richiamo più discreto.
- Misure superiori impegnative: il Patchinko 140 e soprattutto il 165 richiedono canne, trecciati e terminali proporzionati al peso e alla resistenza prodotta durante il recupero.
- Sensibilità alle sostituzioni: modificare ancorette e anelli può cambiare assetto, galleggiabilità e risposta ai colpi di cimino.
- Efficacia legata all’attività superficiale: quando i predatori non salgono verso l’esca, è necessario passare a un artificiale capace di lavorare più in profondità.
Questi aspetti non costituiscono difetti assoluti. Sono conseguenze della specializzazione del Patchinko come artificiale floating, sonoro e orientato al lancio e alla pesca di superficie. Devono però essere considerate nella scelta della misura e nella composizione della propria selezione di esche.
A chi è consigliato
Lo Xorus Patchinko è consigliato allo spinner che pratica con continuità la pesca di superficie e desidera un artificiale capace di coprire molta acqua senza rinunciare alla possibilità di rallentare il recupero sopra uno spot promettente.
Le misure da 85 e 100 mm sono rivolte a chi utilizza attrezzature leggere e ricerca predatori su foraggio minuto. Il 125 rappresenta la configurazione più equilibrata e versatile; il 140 è maggiormente indicato per la pesca costiera e le attività lontane dalla riva; il 165 è destinato a impieghi più specialistici con canne medio-pesanti o pesanti.
È adatto sia al pescatore esperto, che può sfruttarne le differenti animazioni, sia a chi si avvicina al walking the dog, purché scelga una misura coerente con la propria attrezzatura. Il prezzo e il rischio di perdita devono però essere valutati da chi pesca abitualmente in ambienti ricchi di ostacoli.
Non è invece la scelta prioritaria per chi cerca un artificiale silenzioso, affondante o dotato di un nuoto autonomo marcato durante un semplice recupero lineare.
Conclusioni
Lo Xorus Patchinko è uno stickbait di superficie progettato attorno a tre caratteristiche principali: distanza di lancio, stabilità e controllo dell’azione. Può essere recuperato rapidamente per esplorare grandi superfici oppure animato lentamente, con ampi sbandamenti che lo mantengono a lungo nella zona di possibile attacco.
La disponibilità di cinque misure rende il nome Patchinko applicabile a impieghi molto diversi. I modelli da 85 e 100 mm sono artificiali compatti per attrezzature leggere; il 125 e il 140 rappresentano le versioni più versatili per la pesca dalla costa; il 165 è un’esca specialistica da 45 g destinata a situazioni e attrezzature più impegnative.
Tra i principali vantaggi emergono l’efficienza nel lancio, la qualità del walking the dog, la capacità di lavorare a bassa velocità e la dotazione con ancorette Decoy. I compromessi riguardano soprattutto il prezzo, la sonorità non eliminabile e la natura esclusivamente floating della gamma.
Il Patchinko non è quindi universale, ma svolge con particolare efficacia il compito per il quale è stato progettato. La scelta della misura corretta e la verifica della componentistica restano essenziali; la durabilità delle finiture e della dotazione dovrà essere valutata soprattutto attraverso un impiego prolungato nelle condizioni reali di pesca.
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