Trecciato e fluorocarbon costituiscono uno degli abbinamenti più utilizzati nello spinning moderno. Il primo permette di ottenere elevata resistenza con sezioni ridotte, grande sensibilità e un contatto molto diretto con l'esca; il secondo completa il sistema nella parte maggiormente esposta ad abrasioni, ostacoli e contatto con il pesce.
Scegliere correttamente questi due elementi, tuttavia, è meno semplice di quanto possa sembrare. Non basta decidere che un trecciato da 20 lb debba essere abbinato a un fluorocarbon da 20 lb, né è corretto confrontare due trecciati esclusivamente sulla base del diametro dichiarato in millimetri. La scelta dipende dal tipo di spinning praticato, dal peso degli artificiali, dalla potenza dell'attrezzatura, dall'ambiente di pesca, dalla presenza di rocce o ostacoli, dalle dimensioni e dalle caratteristiche dei predatori insidiati.
In questa guida vedremo come interpretare diametro, classe PE e carico di rottura del trecciato, come scegliere il diametro del fluorocarbon, come abbinare correttamente lenza madre e terminale e quali configurazioni possono rappresentare un buon punto di partenza nelle principali situazioni di pesca a spinning.
Indice
- Trecciato e fluorocarbon: perché si utilizzano insieme
- Come scegliere il trecciato
- Diametro, PE e libbre: perché non sono la stessa cosa
- Come scegliere il carico di rottura del trecciato
- Trecciato X4 o X8?
- Come scegliere il fluorocarbon
- Diametro del fluorocarbon: cosa cambia realmente
- Come abbinare trecciato e fluorocarbon
- Configurazioni indicative per le principali tecniche
- Quanto deve essere lungo il terminale?
- Nodi di giunzione tra trecciato e fluorocarbon
- Come adattare il terminale alle condizioni di pesca
- Serra, barracuda e predatori con denti: il fluorocarbon è sufficiente?
- Gli errori più comuni
- Quando sostituire trecciato e terminale
- Un metodo pratico per scegliere la configurazione
Trecciato e fluorocarbon: perché si utilizzano insieme
Il trecciato viene normalmente impiegato come lenza madre perché consente di concentrare una notevole resistenza in una sezione molto contenuta. La sua ridotta elasticità rende inoltre estremamente percepibili vibrazioni dell'artificiale, contatti con il fondo e abboccate.
Queste caratteristiche sono particolarmente importanti nello spinning, dove la lenza non ha soltanto il compito di resistere al pesce: influenza anche distanza di lancio, sensibilità, controllo dell'esca e risposta durante la ferrata.
Il trecciato presenta però anche alcuni limiti. La scarsa elasticità trasferisce direttamente le sollecitazioni all'attrezzatura e ai nodi e, soprattutto, un filo molto sottile può soffrire il contatto ripetuto con rocce, conchiglie, strutture sommerse e superfici abrasive.
È qui che entra in gioco il terminale. Un tratto di fluorocarbon opportunamente dimensionato offre una sezione maggiore nella parte finale della lenza e permette di gestire meglio abrasioni e contatti con l'ambiente. Presenta inoltre caratteristiche differenti dal PE per rigidità, comportamento in acqua e visibilità.
I due materiali non devono quindi essere considerati separatamente. Trecciato e terminale formano un unico sistema, che deve essere proporzionato alla canna, al mulinello, alla frizione, alle esche utilizzate e alle condizioni nelle quali si pesca.
Come scegliere il trecciato
Nella scelta del trecciato bisogna considerare contemporaneamente almeno cinque fattori:
- classe PE o sezione effettiva del filo;
- carico di rottura dichiarato;
- numero e struttura dei capi intrecciati;
- peso e tipologia degli artificiali utilizzati;
- ambiente nel quale si pesca.
L'errore più frequente consiste nel cercare semplicemente il filo più sottile possibile a parità di resistenza. Un trecciato sottile offre indubbi vantaggi: riduce la resistenza all'aria durante il lancio, oppone meno superficie alla corrente e permette generalmente di raggiungere distanze maggiori.
Scendere troppo di sezione, però, riduce il margine di sicurezza. Aumenta il rischio di danneggiare il filo contro ostacoli, rende più critici eventuali difetti dei nodi e può diventare problematico quando si lanciano artificiali pesanti con accelerazioni molto violente.
Il miglior trecciato non è quindi necessariamente quello con il rapporto diametro-resistenza più estremo. È quello che consente di ottenere il compromesso corretto fra distanza, sensibilità, affidabilità e robustezza per la tecnica praticata.
Diametro, PE e libbre: perché non sono la stessa cosa
Quando si acquista un trecciato si incontrano normalmente tre indicazioni: diametro in millimetri, classe PE e carico espresso in libbre. Non devono essere interpretate come tre modi perfettamente equivalenti di indicare la stessa caratteristica.
Diametro in millimetri
Il diametro dichiarato è intuitivo, ma nel caso di un filo intrecciato deve essere utilizzato con cautela. Un trecciato non possiede infatti la stessa struttura perfettamente cilindrica di un monofilo e la sezione reale può dipendere dalla costruzione, dalla tensione dell'intreccio, dal rivestimento superficiale e dal metodo con il quale viene effettuata la misurazione.
Per questo motivo un presunto 0,16 mm di una marca non deve essere automaticamente considerato equivalente a uno 0,16 mm di un'altra.
Classe PE
La numerazione PE nasce dal sistema giapponese utilizzato per classificare i fili sulla base della quantità di materiale impiegato. Non rappresenta quindi, in senso stretto, un diametro geometrico.
Indicativamente, aumentando il numero PE aumenta anche la sezione del filo. Per lo spinning vengono comunemente utilizzate classi comprese tra i PE più sottili destinati alle tecniche leggere e PE decisamente superiori utilizzati nello shore jigging e nelle pesche più gravose.
| Classe PE | Impiego indicativo |
|---|---|
| PE 0.3-0.5 | Spinning ultralight e tecniche estremamente leggere |
| PE 0.6-0.8 | Light spinning e spinning leggero |
| PE 0.8-1.0 | Spinning medio-leggero e molte configurazioni all-round |
| PE 1.0-1.2 | Spinning medio in mare e utilizzo di artificiali più impegnativi |
| PE 1.2-1.5 | Spinning medio-pesante |
| PE 1.5-2.0 | Spinning pesante e shore spinning |
| PE 2.0-3.0 e oltre | Shore jigging e applicazioni particolarmente gravose |
La tabella deve essere interpretata esclusivamente come orientamento. Una stessa classe PE può infatti essere proposta con carichi di rottura differenti a seconda delle fibre, della costruzione e della tecnologia utilizzata dal produttore.
Carico in libbre
Le libbre indicano invece il carico di rottura dichiarato. Anche questo dato va interpretato con attenzione perché non esprime direttamente né il diametro né la resistenza all'abrasione e, inoltre, le modalità di classificazione possono variare tra produttori e linee differenti.
È quindi molto più corretto leggere insieme PE, carico dichiarato e caratteristiche costruttive anziché basarsi su un singolo numero.
Come scegliere il carico di rottura del trecciato
Il carico di rottura non deve essere determinato semplicemente dal peso del pesce che si spera di catturare. Un pesce da diversi chilogrammi non esercita sulla lenza una trazione costante equivalente al proprio peso e, durante il combattimento, intervengono frizione del mulinello, elasticità della canna, angolo della lenza e capacità del pescatore di assecondare le fughe.
La scelta deve partire piuttosto dal sistema nel suo complesso.
Un'attrezzatura light destinata ad artificiali da pochi grammi richiede un filo proporzionato alla canna e al mulinello. Montare un PE molto sovradimensionato eliminerebbe parte dei vantaggi della configurazione, riducendo distanza di lancio e naturalezza nella gestione delle piccole esche.
All'opposto, lanciare jig o hard bait pesanti utilizzando un trecciato eccessivamente fine riduce inutilmente il margine di sicurezza. Nel lancio il filo deve sopportare accelerazioni elevate e carichi istantanei che possono diventare molto superiori alla semplice trazione esercitata dall'artificiale quando è fermo.
Bisogna inoltre considerare dove avverrà il combattimento. Pescare in acqua libera consente di utilizzare assetti più fini rispetto a una situazione nella quale il pesce può raggiungere rapidamente rocce, massi, vegetazione o altre strutture.
In pratica, il trecciato dovrebbe essere scelto considerando:
- potenza e casting weight della canna;
- dimensioni del mulinello e capacità della bobina;
- peso massimo degli artificiali realmente utilizzati;
- potenza della frizione che sarà effettivamente impiegata;
- taglia e comportamento delle prede;
- presenza di ostacoli;
- necessità di privilegiare distanza di lancio oppure robustezza.
Trecciato X4 o X8?
Un'altra distinzione importante riguarda il numero di capi utilizzati nella costruzione. Nello spinning moderno sono particolarmente diffusi i trecciati X4 e X8.
Un buon X8 presenta normalmente una sezione più regolare e una superficie più liscia. Scorre bene attraverso gli anelli, produce meno rumore e rappresenta spesso la scelta ideale quando si ricerca la massima fluidità di lancio.
Un X4 utilizza invece un numero inferiore di capi, generalmente più grossi. La superficie tende a essere meno liscia e il passaggio attraverso gli anelli può risultare più rumoroso, ma determinate costruzioni X4 possono risultare particolarmente interessanti quando si pesca in ambienti difficili.
Non è tuttavia corretto affermare che tutti gli X8 lancino necessariamente meglio di qualsiasi X4 o che tutti gli X4 siano più resistenti all'abrasione. Qualità della fibra, serraggio dell'intreccio, rivestimenti e costruzione complessiva del filo hanno un'influenza enorme.
Come criterio generale:
- X8: indicato quando si privilegiano scorrevolezza, silenziosità e distanza di lancio;
- X4: interessante quando si cerca un filo semplice e robusto per utilizzi gravosi o ambienti difficili.
Anche in questo caso la qualità del singolo prodotto è più importante della sola sigla riportata sulla confezione.
Come scegliere il fluorocarbon
Nel terminale la logica cambia. Qui il diametro assume un'importanza molto maggiore perché influenza direttamente resistenza all'abrasione, rigidità, dimensione dei nodi e comportamento dell'artificiale.
Un terminale sottile è più discreto e interferisce meno con esche piccole e leggere. Un terminale più spesso offre invece maggiore margine nei combattimenti e soprattutto in presenza di rocce, strutture e superfici abrasive.
Nello spinning è consigliabile distinguere inoltre tra un semplice filo commercializzato come fluorocarbon e un materiale specificamente progettato per la realizzazione dei terminali. Un buon leader deve offrire un equilibrio adeguato tra resistenza lineare, tenuta al nodo, abrasione e rigidità.
Anche due fluorocarbon dello stesso diametro possono quindi comportarsi diversamente. Un prodotto molto rigido può offrire caratteristiche interessanti in determinati contesti ma penalizzare artificiali particolarmente piccoli; uno più morbido può risultare più semplice da annodare e più gestibile.
Diametro del fluorocarbon: cosa cambia realmente
Aumentare il diametro del terminale produce diversi effetti contemporaneamente.
Resistenza all'abrasione
Una sezione maggiore offre più materiale da consumare prima che un'abrasione comprometta completamente il terminale. Questo è uno dei motivi principali per cui, pescando vicino a rocce o strutture, può essere corretto utilizzare un fluorocarbon apparentemente sovradimensionato rispetto alla lenza madre.
Rigidità
All'aumentare del diametro cresce normalmente anche la rigidità complessiva del terminale. Ciò può essere utile con artificiali di una certa dimensione, ma può interferire con il movimento delle esche più leggere.
Dimensione del nodo
Un fluorocarbon spesso produce inevitabilmente una connessione più voluminosa. Questo diventa particolarmente importante quando il terminale è sufficientemente lungo da far rientrare il nodo negli anelli durante il lancio.
Presentazione dell'esca
Con micro jig, piccoli minnow e soft bait leggere, un terminale eccessivamente spesso può alterare assetto e movimento. Con grossi long jerk, popper, stick bait o metal jig, invece, una maggiore sezione è generalmente molto meno influente.
Il diametro deve quindi essere scelto partendo dall'ambiente e dall'esca, non semplicemente dal carico di rottura scritto sulla bobina.
Come abbinare trecciato e fluorocarbon
Non esiste una regola secondo la quale trecciato e fluorocarbon debbano avere lo stesso carico di rottura.
Le due parti della lenza svolgono compiti differenti. Il PE deve offrire un buon rapporto fra resistenza e sezione, mentre il terminale deve affrontare soprattutto gli ultimi metri del combattimento, dove aumentano le probabilità di contatto con ostacoli, corpo del pesce o fondale.
È quindi perfettamente normale utilizzare un fluorocarbon con un carico nominale superiore a quello del trecciato, soprattutto in mare e negli ambienti rocciosi.
Un PE relativamente fine abbinato a un terminale più robusto permette infatti di conservare buona parte dei vantaggi aerodinamici del trecciato senza lasciare la parte finale della lenza eccessivamente esposta all'abrasione.
Il dimensionamento deve però rimanere equilibrato. Un fluorocarbon enorme collegato a un PE sottilissimo crea una giunzione difficile da realizzare, aumenta le dimensioni del nodo e può produrre un sistema poco omogeneo.
Il criterio corretto è quindi cercare una progressione sensata tra potenza dell'attrezzatura, PE, terminale ed esca.
Configurazioni indicative per le principali tecniche
Le seguenti configurazioni rappresentano punti di partenza, non valori obbligatori. Devono sempre essere adattate all'attrezzatura utilizzata e soprattutto alle condizioni reali dello spot.
| Tipologia di pesca | Trecciato indicativo | Fluorocarbon indicativo |
|---|---|---|
| Ultralight spinning | PE 0.3-0.5 | 0,14-0,20 mm |
| Light spinning | PE 0.5-0.8 | 0,18-0,26 mm |
| Spinning medio-leggero | PE 0.8-1.0 | 0,24-0,30 mm |
| Spinning medio in mare | PE 1.0-1.2 | 0,28-0,40 mm |
| Spinning medio-pesante | PE 1.2-1.5 | 0,35-0,50 mm |
| Spinning pesante | PE 1.5-2.0 | 0,40-0,60 mm |
| Shore jigging | PE 1.5-3.0 o superiore | 0,40-0,70 mm o superiore |
Le sovrapposizioni sono intenzionali. Una configurazione non cambia improvvisamente comportamento passando, per esempio, da PE 1 a PE 1.2. La scelta deve essere continua e proporzionata alle condizioni.
Anche all'interno della stessa tecnica possono esistere differenze enormi. Pescare una spigola con piccoli minnow su una spiaggia sabbiosa non richiede lo stesso terminale necessario per pescare con artificiali più pesanti davanti a una scogliera sommersa.
Lo stesso vale per lo shore jigging: lanciare jig relativamente leggeri da una costa priva di ostacoli è molto diverso dal cercare grossi predatori da una scogliera alta, con rocce sommerse e recuperi forzati.
Quanto deve essere lungo il terminale?
Anche la lunghezza del fluorocarbon deve essere adattata alle condizioni. Non esiste una misura universalmente corretta.
Un terminale relativamente corto mantiene il nodo fuori dagli anelli durante il lancio, riducendo attrito e possibilità di problemi. È una soluzione semplice ed efficace soprattutto con connessioni non particolarmente sottili.
Un terminale più lungo aumenta invece la quantità di materiale resistente all'abrasione disponibile tra il pesce e il trecciato. Può quindi essere utile su fondali rocciosi, in presenza di strutture o quando il pesce tende a combattere vicino agli ostacoli.
Indicativamente, nello spinning si possono incontrare terminali da circa 60-80 cm fino a oltre 1,5-2 metri. Nelle applicazioni più gravose possono essere utilizzati leader ancora più lunghi.
Il punto fondamentale è capire se il nodo debba rimanere esterno al cimino oppure attraversare ripetutamente gli anelli. Nel secondo caso diventa molto importante utilizzare una connessione compatta e realizzata con estrema cura.
Nodi di giunzione tra trecciato e fluorocarbon
La qualità del nodo è importante quanto quella dei fili utilizzati. Un trecciato di alto livello e un ottimo fluorocarbon diventano inutili se la connessione tra i due materiali è realizzata male.
FG Knot
L'FG Knot è uno dei nodi maggiormente utilizzati quando si cerca una giunzione molto sottile tra PE e leader. Il principio consiste nel far serrare il trecciato direttamente intorno al fluorocarbon, limitando il volume della connessione.
È particolarmente interessante con terminali lunghi che devono attraversare gli anelli durante il lancio. Richiede però una corretta esecuzione: tensione insufficiente, serraggio incompleto o finiture scorrette possono comprometterne l'affidabilità.
Alberto e Albright
Nodi appartenenti alla famiglia dell'Albright e dell'Alberto sono più semplici da apprendere e possono rappresentare una soluzione pratica in numerose configurazioni.
Rispetto a un FG ben realizzato producono generalmente una connessione più voluminosa, caratteristica da considerare soprattutto quando il nodo deve attraversare gli anelli.
Qual è il nodo migliore?
Non esiste una risposta indipendente dall'utilizzatore. Un nodo teoricamente eccellente ma eseguito male è molto meno affidabile di un nodo più semplice realizzato correttamente e controllato con attenzione.
Qualunque nodo venga scelto, deve essere serrato progressivamente, controllato prima di pescare e provato applicando una trazione nettamente superiore a quella normalmente esercitata durante il recupero dell'esca.
Come adattare il terminale alle condizioni di pesca
Una buona configurazione non dovrebbe rimanere invariata in ogni situazione. Il terminale è uno degli elementi più semplici da modificare e permette di adattare rapidamente l'attrezzatura.
Acqua limpida e poco profonda
Quando l'acqua è molto limpida e i predatori sono diffidenti, può avere senso ridurre moderatamente il diametro del terminale, purché l'ambiente non presenti rischi elevati di abrasione.
Rocce e fondali abrasivi
Davanti a rocce, scogliere, massi sommersi o strutture artificiali è spesso preferibile aumentare il diametro del fluorocarbon. In queste situazioni la capacità di resistere a un contatto accidentale diventa più importante della ricerca esasperata della finezza.
Mare formato
Con mare mosso, corrente e acqua torbida normalmente esiste meno motivo di utilizzare terminali estremamente fini. Se contemporaneamente aumenta il rischio di contatto con rocce e schiuma vicino alla costa, una sezione più generosa può offrire un margine di sicurezza utile.
Artificiali piccoli
Più l'esca è piccola e leggera, maggiore diventa l'influenza meccanica esercitata dal terminale. Un fluorocarbon eccessivamente rigido può ridurre la naturalezza di un piccolo minnow o di una soft bait.
Artificiali pesanti
Popper, stick bait, long jerk e jig di dimensioni importanti tollerano generalmente terminali di diametro maggiore. In questi casi robustezza e affidabilità possono assumere priorità rispetto alla massima finezza.
Serra, barracuda e predatori con denti: il fluorocarbon è sufficiente?
Quando si insidiano predatori dotati di dentatura in grado di recidere il terminale bisogna distinguere la resistenza all'abrasione dalla resistenza al taglio.
Aumentare il diametro del fluorocarbon riduce la probabilità che un contatto superficiale provochi immediatamente la rottura, ma nessun normale terminale in fluorocarbon può essere considerato immune ai denti di un predatore.
Nel caso del pesce serra, per esempio, un fluorocarbon robusto può funzionare perfettamente in molte catture, ma un contatto particolarmente sfavorevole con la dentatura può comunque reciderlo.
Quando i tagli diventano frequenti oppure il tipo di pesca porta sistematicamente il terminale a contatto con i denti, può essere necessario valutare un breve bite leader specifico, scegliendo materiale, diametro e lunghezza in funzione della tecnica e dell'artificiale.
Aumentare indiscriminatamente il fluorocarbon non rappresenta quindi sempre la soluzione migliore: oltre un certo punto si ottiene un terminale molto rigido e voluminoso senza raggiungere comunque la sicurezza assoluta contro il taglio.
Gli errori più comuni
Scegliere il trecciato soltanto in base ai millimetri
Il diametro dichiarato di un PE non è sufficientemente standardizzato da permettere confronti perfetti tra tutti i prodotti. È preferibile considerare insieme classe PE, carico dichiarato e caratteristiche del filo.
Utilizzare il filo più sottile possibile
La ricerca della massima distanza di lancio non deve compromettere l'affidabilità. Il vantaggio ottenuto riducendo leggermente il diametro può essere irrilevante rispetto al rischio aggiuntivo durante lanci violenti o combattimenti vicino agli ostacoli.
Scegliere le libbre in funzione del peso del pesce
Un trecciato da 20 lb non significa che sia adatto esclusivamente a pesci fino a un determinato peso. Il combattimento è un sistema dinamico nel quale intervengono frizione, canna, angoli di trazione e ambiente.
Abbinare automaticamente PE e fluorocarbon con le stesse libbre
I due materiali svolgono funzioni diverse. In molti casi è perfettamente razionale utilizzare un leader nominalmente più resistente della lenza madre.
Usare un terminale troppo sottile vicino alle rocce
In questi ambienti il vero problema può non essere il carico lineare esercitato dal pesce ma il deterioramento provocato dal contatto con il fondale.
Usare un terminale eccessivamente grosso con piccole esche
Un fluorocarbon molto rigido può interferire con la presentazione di artificiali leggeri. La robustezza deve sempre essere proporzionata all'esca.
Non controllare il terminale dopo un contatto
Dopo aver sfiorato rocce, strutture o denti è fondamentale passare le dita sugli ultimi centimetri del fluorocarbon. Una zona ruvida, opaca, schiacciata o segnata deve essere eliminata.
Fidarsi di un nodo senza testarlo
Ogni nuova giunzione dovrebbe essere serrata e sottoposta a una prova energica prima di iniziare a pescare. Molte rotture attribuite al filo sono in realtà cedimenti della connessione.
Quando sostituire trecciato e terminale
Il trecciato non deve necessariamente essere sostituito soltanto perché perde colore. Lo scolorimento superficiale può comparire molto prima che la struttura del filo sia realmente compromessa.
Devono preoccupare maggiormente presenza di fibre sollevate, appiattimenti anomali, zone particolarmente consumate, danneggiamenti localizzati o una riduzione evidente dell'affidabilità al nodo.
È utile controllare soprattutto i primi metri, che subiscono più frequentemente il passaggio attraverso gli anelli, il contatto con il fondo e le sollecitazioni durante il lancio.
Il fluorocarbon richiede invece verifiche molto più frequenti. Essendo posizionato proprio nella zona più esposta, dovrebbe essere controllato dopo ogni combattimento importante e ogni contatto con rocce o strutture.
Se il danno è limitato alla parte terminale è sufficiente tagliare il tratto compromesso e rifare il collegamento all'artificiale. Se invece l'abrasione interessa una porzione più ampia o si trova vicino alla giunzione con il PE, è preferibile sostituire completamente il leader.
Un metodo pratico per scegliere la configurazione
Invece di cercare una tabella universale, è possibile scegliere trecciato e fluorocarbon seguendo una sequenza molto più affidabile.
1. Parti dalla canna. Considera potenza, casting weight e tipo di artificiali per i quali è realmente progettata.
2. Definisci il peso delle esche che utilizzerai più spesso. Non dimensionare tutto sulla base di un artificiale eccezionalmente leggero o pesante che userai una sola volta.
3. Scegli una classe PE proporzionata. Utilizza un filo sufficientemente sottile da garantire buona capacità di lancio, ma con un margine coerente con la tecnica.
4. Controlla il carico dichiarato dal produttore. Non presumere che tutti i PE della stessa classe abbiano la stessa resistenza.
5. Valuta lo spot. Acqua libera e fondale sabbioso consentono terminali più fini; rocce e strutture richiedono maggiore robustezza.
6. Scegli il fluorocarbon partendo soprattutto dal diametro. Considera abrasione, rigidità e dimensioni dell'artificiale, non soltanto le libbre.
7. Decidi la lunghezza del leader. Più aumenta il rischio di abrasione, maggiore può essere il vantaggio di disporre di un tratto protettivo più lungo.
8. Scegli una giunzione adeguata. Se il nodo deve attraversare gli anelli, una connessione sottile e ben eseguita assume particolare importanza.
9. Regola correttamente la frizione. Il carico sopportabile dalla lenza non deve diventare il valore al quale pescare normalmente. Una frizione ben impostata permette alla canna e al mulinello di assorbire le fughe senza sottoporre inutilmente nodi e filo a carichi estremi.
10. Modifica la configurazione sulla base dell'esperienza reale. Se il terminale arriva frequentemente segnato, aumentane diametro o lunghezza. Se le esche leggere perdono naturalezza senza che vi siano reali problemi di abrasione, valuta una sezione inferiore. Se si verificano rotture durante il lancio, verifica prima nodo e integrità del filo e considera poi un PE più robusto.
Conclusioni
Scegliere correttamente trecciato e fluorocarbon significa trovare un equilibrio, non inseguire il diametro più sottile o il carico di rottura più elevato.
Il trecciato deve essere proporzionato alla canna, alle esche e alla tecnica, garantendo il miglior compromesso possibile fra distanza di lancio, sensibilità e affidabilità. Il fluorocarbon deve invece essere dimensionato soprattutto in funzione dell'abrasione, dell'ambiente e dell'influenza che il suo diametro esercita sul movimento dell'artificiale.
Classe PE, libbre e millimetri forniscono informazioni differenti e devono essere lette insieme. Allo stesso modo, non esiste alcuna necessità che lenza madre e terminale abbiano lo stesso carico nominale.
Una configurazione realmente efficace nasce quindi dall'intero sistema: canna, mulinello, frizione, trecciato, nodo, fluorocarbon ed esca devono lavorare in modo coerente. Quando questo equilibrio è corretto, si ottengono lanci efficienti, controllo dell'artificiale e soprattutto il margine di sicurezza necessario nel momento in cui arriva il pesce.
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