Il tombarello (Auxis rochei) è uno dei piccoli tunnidi mediterranei che meglio rappresentano la pesca a spinning sui pelagici in movimento. Può comparire improvvisamente a distanza di lancio, trasformare per pochi minuti una superficie apparentemente vuota in una zona di intensa attività e scomparire altrettanto rapidamente.
La difficoltà non consiste soltanto nel trovare il pesce. Quando il branco entra in alimentazione bisogna capire cosa sta mangiando, in quale direzione si sta spostando e a quale profondità sta realmente cacciando. L'artificiale deve quindi essere scelto per raggiungere quella situazione concreta, non semplicemente perché appartiene alla categoria generalmente associata ai piccoli tunnidi.
Tombarello e alletterato possono essere insidiati con tecniche molto simili. Sarebbe quindi sbagliato inventare differenze tattiche che nella realtà non esistono. Metal jig, pencil sinking, recuperi sostenuti e ricerca sulle mangianze sono strumenti validi per entrambe le specie. Ciò che cambia da una situazione all'altra è soprattutto la combinazione tra distanza del branco, dimensione del foraggio, profondità e condizioni del mare.
La pesca al tombarello diventa particolarmente interessante quando i predatori si concentrano su piccoli pesci. In quel momento lo spinner deve riuscire a conciliare due esigenze apparentemente opposte: utilizzare un'esca abbastanza compatta da risultare coerente con il foraggio e mantenere sufficiente peso e aerodinamicità per raggiungere una mangianza che può trovarsi molto lontano.
In questa guida analizzeremo quindi il tombarello attraverso le situazioni che il pescatore incontra realmente: dalla comparsa delle prime mangianze alla scelta dell'artificiale, dalla pesca dalla costa a quella dalla barca, fino alla configurazione dell'attrezzatura e alla gestione del combattimento.
Indice
- Tombarello: caratteristiche utili al pescatore
- Come riconoscerlo
- Dove e quando incontrarlo
- La scena tipica: il branco entra in attività
- Capire cosa sta mangiando
- Pescare il tombarello dalla costa
- Pescare il tombarello dalla barca
- Canna: leggerezza, lancio e riserva di potenza
- Mulinello e frizione
- Trecciato e terminale
- Metal jig: l'artificiale più versatile
- Pencil sinking
- Minnow, jerkbait e topwater
- Come scegliere peso e dimensione dell'artificiale
- Recuperi e variazioni di ritmo
- Quando il pesce è presente ma non attacca
- Attacco e combattimento
- Errori da evitare
- Gestione della cattura
Tombarello: caratteristiche utili al pescatore
Il tombarello appartiene alla famiglia degli Scombridae ed è un pesce pelagico perfettamente adattato al nuoto rapido. Il corpo compatto e fusiforme, il peduncolo caudale sviluppato e la coda profondamente forcuta gli permettono di accelerare rapidamente e inseguire prede molto mobili.
È una specie gregaria e può formare branchi anche numerosi. Dal punto di vista dello spinner questa caratteristica è fondamentale, perché quando più individui attaccano contemporaneamente un banco di piccoli pesci l'attività diventa spesso visibile dalla superficie.
Non sempre, però, la mangianza è spettacolare. A volte si osservano soltanto piccoli pesci che saltano per pochi secondi, una superficie che si increspa in maniera insolita oppure rapide fughe che avanzano nella stessa direzione. Imparare a riconoscere questi segnali permette di anticipare la situazione prima che il branco diventi evidente.
L'alimentazione comprende soprattutto pesci, ma anche crostacei e cefalopodi. Nello spinning assumono particolare importanza le fasi nelle quali il tombarello caccia piccoli pelagici negli strati superficiali.
La velocità della specie elimina inoltre uno dei dubbi più comuni dei pescatori meno esperti: un artificiale recuperato rapidamente non è troppo veloce per un tombarello. Se la presentazione è corretta, il pesce possiede capacità di inseguimento enormemente superiori a quelle necessarie per raggiungerlo.
Come riconoscerlo
Riconoscere correttamente il tombarello è importante perché nel Mediterraneo può essere confuso con altri piccoli tunnidi, in particolare alletterato e palamita.
Nel tombarello la parte superiore posteriore del corpo presenta numerose marcature scure e ondulate, mentre la parte ventrale rimane chiara. La zona anteriore è caratterizzata dal cosiddetto corsaletto di squame, tipico del genere Auxis.
L'alletterato (Euthynnus alletteratus) si distingue soprattutto per le caratteristiche macchie scure presenti nella parte anteriore inferiore del fianco, tra la regione della pinna pettorale e quella pelvica, oltre a un differente disegno dorsale.
La palamita (Sarda sarda) presenta invece evidenti strisce scure oblique e longitudinali nella parte superiore dei fianchi.
Queste differenze non sono semplici curiosità. Identificare correttamente la specie evita di trasferire al tombarello informazioni biologiche, dimensioni o eventuali disposizioni normative riferite a un altro tunnide.
Dove e quando incontrarlo
Il tombarello frequenta il Mediterraneo e può essere incontrato sia in mare aperto sia nelle zone costiere della piattaforma continentale.
Per il pescatore italiano gli incontri più interessanti si verificano generalmente durante la stagione calda e nella prima parte dell'autunno, quando piccoli pelagici e altri pesci foraggio possono trovarsi in grandi concentrazioni.
Non è però utile costruire un calendario troppo rigido. La presenza reale dipende da zona geografica, temperatura dell'acqua, correnti e soprattutto disponibilità del foraggio.
Un tratto di costa che ospita ripetutamente mangianze in un determinato periodo fornisce un'informazione molto più utile di qualsiasi indicazione generica sul mese migliore.
Dalla costa meritano particolare attenzione punte, scogliere profonde, grandi moli rivolti verso il mare aperto e zone nelle quali i pelagici possono transitare relativamente vicino alla riva.
Dalla barca la ricerca può essere estesa alle fasce nelle quali si osservano uccelli concentrati, piccoli pesci in superficie, variazioni della corrente e attività predatoria.
Alba e prime ore della mattina sono spesso favorevoli anche perché una superficie relativamente regolare rende più semplice individuare piccoli segnali. Il tombarello può comunque alimentarsi attivamente anche in pieno giorno se il foraggio è disponibile.
La scena tipica: il branco entra in attività
Una delle situazioni più caratteristiche inizia con pochi segnali. Un gruppo di piccoli pesci salta improvvisamente, poi la superficie si apre per un istante. Pochi secondi più tardi l'attività ricompare diversi metri più avanti.
Il primo impulso è lanciare immediatamente sul punto dell'ultimo attacco. Non sempre è la scelta migliore.
Se le comparse si stanno spostando nella stessa direzione, il branco sta probabilmente avanzando. Il punto nel quale il pesce era cinque secondi prima può essere già vuoto quando l'artificiale raggiunge l'acqua.
È quindi più efficace osservare la sequenza degli attacchi e cercare di anticipare la traiettoria.
Un artificiale che cade leggermente davanti al branco può essere già in movimento quando arrivano i predatori. Si evita inoltre di farlo precipitare continuamente nel centro del pesce foraggio.
Quando la mangianza rimane concentrata nella stessa zona, il problema cambia. In questo caso diventa più importante capire se i tombarelli stanno attraversando ripetutamente il branco oppure se stanno lavorando sotto di esso.
La scomparsa dell'attività superficiale non significa necessariamente che il pesce sia andato via. Prima di cambiare zona conviene lasciare affondare l'artificiale e verificare gli strati inferiori.
Capire cosa sta mangiando
Quando una mangianza è evidente, l'errore più facile consiste nel concentrarsi esclusivamente sui predatori.
Spesso è invece il foraggio a fornire l'informazione decisiva.
Se i piccoli pesci che saltano misurano pochi centimetri, un grande jerkbait o un pencil voluminoso può attraversare la zona senza produrre alcuna reazione. Non significa necessariamente che i tombarelli siano apatici: possono essere semplicemente concentrati su una taglia di preda molto diversa.
Questa situazione viene spesso descritta come selettività sul microforaggio.
La soluzione non consiste nell'utilizzare obbligatoriamente l'artificiale più piccolo disponibile. Bisogna trovare il profilo più piccolo che permetta comunque di raggiungere la distanza necessaria e lavorare alla profondità corretta.
È esattamente il problema che i piccoli jig compatti risolvono molto bene: concentrano peso in pochi centimetri e permettono di mantenere contemporaneamente gittata e dimensioni contenute.
Quando invece il foraggio è più grande, anche pencil sinking, minnow e jerkbait possono diventare perfettamente coerenti con la situazione.
Pescare il tombarello dalla costa
Dalla costa il pescatore dipende completamente dalla distanza alla quale il branco decide di transitare.
Per questo motivo uno spot adatto non è semplicemente una zona nella quale in passato è stato catturato un tombarello. È soprattutto una posizione dalla quale esiste una concreta possibilità di intercettare acqua frequentata dai pelagici.
Scogliere con fondale importante, punte esposte e moli aperti verso il mare possono aumentare questa possibilità.
Quando compare una mangianza, il lancio deve essere rapido ma non casuale. Conviene capire prima se il branco si sta avvicinando, allontanando oppure spostando lateralmente.
La configurazione dalla costa deve inoltre trovare un equilibrio delicato. Una canna potente e un jig pesante permettono di raggiungere grandi distanze, ma possono diventare poco funzionali se il pesce sta mangiando esche di pochi centimetri.
In molte situazioni è preferibile una canna capace di caricare realmente artificiali tra circa 10 e 30 grammi piuttosto che un'attrezzatura pensata per jig molto più pesanti.
La distanza utile non è quella massima raggiungibile dal pescatore, ma quella necessaria per mettere l'artificiale nella zona in cui passerà il branco.
Pescare il tombarello dalla barca
Dalla barca è possibile correggere la distanza attraverso il posizionamento, ma la mobilità introduce un nuovo errore: voler arrivare continuamente sopra la mangianza.
Avvicinarsi troppo può modificare il comportamento del foraggio e disperdere l'attività.
È generalmente più efficace mantenere una distanza dalla quale sia possibile lanciare comodamente e osservare per qualche istante la direzione del branco.
Se gli attacchi avanzano in maniera coerente, la barca può essere posizionata in modo da intercettarne il percorso invece di inseguire continuamente il punto nel quale la mangianza è appena comparsa.
Questa strategia permette anche di utilizzare canne più corte e artificiali leggeri, perché non è necessario ottenere le stesse distanze richieste dalla costa.
Quando non esiste attività visibile, gli uccelli possono fornire indicazioni importanti. Bisogna però distinguere un uccello che semplicemente transita da più individui che lavorano ripetutamente sulla stessa fascia d'acqua.
Canna: leggerezza, lancio e riserva di potenza
Il tombarello non richiede necessariamente un'attrezzatura pesante.
La canna deve prima di tutto lanciare bene gli artificiali realmente utilizzati. Se la pesca viene effettuata con jig da 15-25 grammi, una canna inutilmente potente può caricare male durante il lancio e ridurre sensibilità e divertimento.
Dalla costa, lunghezze indicativamente comprese tra 2,40 e 2,80 metri costituiscono un intervallo molto versatile.
Casting weight come 7-28 g, 10-30 g o 10-40 g possono essere particolarmente adatti alle impostazioni leggere e medie. Quando distanza, vento e peso degli artificiali aumentano, una 15-50 g può rappresentare una soluzione più appropriata.
I numeri devono comunque essere interpretati sul modello reale. Due canne 10-40 g possono possedere comportamento, potenza e capacità di carico molto differenti.
Dalla barca, dove la gittata estrema perde importanza, misure intorno a 2,10-2,40 metri offrono maggiore maneggevolezza.
L'azione deve consentire una buona risposta con jig e pencil, mentre la potenza deve lasciare una riserva sufficiente durante la fuga. Un blank reattivo ma progressivo permette di mantenere controllo senza rendere il combattimento inutilmente rigido.
Mulinello e frizione
Il mulinello deve essere proporzionato alla canna e offrire sufficiente capacità di bobina senza appesantire inutilmente l'insieme.
Per gran parte delle configurazioni sono adeguate indicativamente le classi 2500-4000, ricordando che le taglie non sono perfettamente confrontabili tra produttori differenti.
Un 3000 leggero può essere perfetto su una canna dedicata ai piccoli jig, mentre un 4000 può offrire maggiore capacità e bilanciare meglio una configurazione più lunga utilizzata dalla costa.
Recupero
Una buona velocità di recupero è utile sia per animare l'artificiale sia durante il combattimento.
Il tombarello può interrompere improvvisamente una fuga e dirigersi verso il pescatore. In quel momento la capacità di raccogliere rapidamente il filo aiuta a mantenere la tensione.
Non bisogna però scegliere il mulinello soltanto leggendo il gear ratio. Il dato più direttamente utile è la quantità di filo recuperata con un giro completo della manovella.
Frizione
Una frizione fluida e progressiva è molto più importante di un maximum drag particolarmente elevato.
In mare aperto il pesce può generalmente essere lasciato partire senza necessità di bloccarlo contro una struttura. La pressione deve rimanere costante e compatibile con l'intero sistema.
Trecciato e terminale
Nella pesca al tombarello un trecciato relativamente sottile permette di migliorare il lancio dei piccoli artificiali e ridurre la resistenza esercitata da vento e acqua.
Classi comprese indicativamente tra PE 0.6 e PE 1.2 coprono molte configurazioni leggere e medie.
Quando aumentano taglia prevista dei pesci, peso degli artificiali o potenza della canna, può essere opportuno salire verso PE 1.2-1.5.
Il valore PE deve essere interpretato insieme alle caratteristiche del prodotto specifico e al carico dichiarato. Non rappresenta semplicemente un diametro geometrico espresso in millimetri.
Terminale
Diametri indicativamente compresi tra 0,28 e 0,40 mm in fluorocarbon o nylon sono adeguati a numerose configurazioni, aumentando quando la potenza dell'attrezzatura o la taglia prevista lo richiedono.
Non è normalmente necessario un bite leader metallico.
Più importante è la qualità del collegamento tra trecciato e leader. Le fughe rapide producono carichi sostenuti e un nodo eseguito male può diventare il punto debole dell'intera configurazione.
Quando il collegamento deve attraversare ripetutamente gli anelli, l'FG Knot rappresenta una soluzione particolarmente adatta grazie al profilo ridotto.
Metal jig: l'artificiale più versatile
Se si dovesse scegliere una sola categoria di artificiale per affrontare la maggior parte delle situazioni tipiche del tombarello, il metal jig sarebbe probabilmente la più versatile.
Il vantaggio principale non è semplicemente il peso. È il rapporto tra peso e volume.
Un piccolo jig può pesare 15, 20 o 30 grammi mantenendo un profilo molto più ridotto rispetto a molti hard bait di peso equivalente. Questo permette di raggiungere una mangianza distante senza presentare al pesce un artificiale enormemente più grande del foraggio.
In condizioni normali, pesi nell'area dei 10-30 grammi permettono di coprire una grande quantità di situazioni. Dalla costa o con vento sostenuto può essere necessario salire, ma il criterio deve rimanere funzionale.
Il peso corretto è quello che consente di raggiungere e controllare la zona utile.
Se un jig da 20 grammi arriva comodamente nella mangianza, passare a 40 grammi non produce automaticamente una presentazione migliore.
Forma e discesa
Un jig stretto e compatto tende a offrire ottime prestazioni aerodinamiche e una discesa relativamente rapida.
Modelli più larghi possono produrre una caduta maggiormente accentuata e diventare interessanti quando il pesce non lavora più esclusivamente negli strati superiori.
Anche la fase di discesa deve essere osservata. Un improvviso arresto del filo o un cambiamento anomalo della traiettoria può indicare un attacco.
Pencil sinking
Il pencil sinking offre una presentazione differente senza cambiare la logica di fondo.
Conserva generalmente ottime prestazioni di lancio, permette di scegliere la quota attraverso il tempo di discesa e possiede un profilo che può ricordare maggiormente un piccolo pesce.
Diventa particolarmente interessante quando il foraggio ha dimensioni leggermente superiori oppure quando si vuole alternare un recupero lineare a cambi di direzione più marcati.
Con pesci molto attivi può essere recuperato velocemente appena sotto la superficie. Se l'attività visibile scompare, lo stesso artificiale può essere lasciato scendere alcuni secondi prima di iniziare il recupero.
Questa capacità di coprire profondità differenti senza cambiare esca rende il pencil sinking molto utile quando il branco alterna rapidamente fasi superficiali e immersioni.
Minnow, jerkbait e topwater
Minnow e jerkbait non sono inutili nella pesca al tombarello, ma diventano generalmente più interessanti quando il branco è a distanza gestibile e non serve massimizzare la gittata.
Permettono di mantenere l'esca in una fascia abbastanza definita e offrono un movimento differente rispetto a jig e pencil.
Se il foraggio è di dimensioni medio-piccole e i pesci lavorano a mezz'acqua, un piccolo sinking o un jerkbait compatto può essere perfettamente coerente con la situazione.
Artificiali di superficie
WTD e piccoli topwater possono produrre attacchi spettacolari quando i tombarelli stanno realmente cacciando nei primi centimetri.
La presenza di una mangianza superficiale non significa però che un topwater sia automaticamente la scelta più efficace.
Se il branco si trova lontano o sta selezionando microforaggio, un piccolo jig o un pencil compatto può raggiungerlo meglio e presentare una sagoma più coerente.
La scelta deve quindi dipendere dalla funzione richiesta, non dalla spettacolarità dell'attacco che si vorrebbe ottenere.
Come scegliere peso e dimensione dell'artificiale
Peso e dimensione non sono la stessa cosa.
Questo principio è particolarmente importante nella pesca al tombarello.
Un artificiale può essere relativamente pesante ma molto compatto, oppure leggero e voluminoso. Il primo può risultare ideale quando bisogna raggiungere piccoli pesci molto lontani; il secondo può essere più difficile da lanciare nonostante il peso inferiore.
Se il foraggio è minuto e vicino, si può utilizzare un micro jig leggero. Se lo stesso foraggio viene attaccato a grande distanza, serve un jig che mantenga dimensioni contenute aumentando però densità e peso.
Con prede più grandi un pencil sinking permette di conservare una buona gittata offrendo contemporaneamente una sagoma più lunga e un movimento maggiormente simile a quello di un pesce.
Quando il branco si trova sotto la superficie, la capacità dell'artificiale di raggiungere rapidamente la quota diventa più importante della fedeltà estetica.
La scelta migliore nasce quindi dall'equilibrio tra quattro variabili: dimensione del foraggio, distanza, profondità e vento.
Il colore viene dopo.
Recuperi e variazioni di ritmo
Il recupero lineare sostenuto rappresenta uno dei punti di partenza più efficaci.
Con jig e pencil mantiene l'artificiale negli strati superficiali e imita una piccola preda che tenta di allontanarsi rapidamente.
Non bisogna però trasformare il concetto di velocità in una regola meccanica.
Un recupero costantemente rapidissimo può funzionare, ma spesso sono proprio le variazioni di ritmo a produrre l'attacco.
Una fase lineare seguita da una breve accelerazione cambia improvvisamente il comportamento dell'esca. Lo stesso vale per due o tre jerkate seguite da un ritorno al recupero regolare.
Se un pesce segue senza attaccare, accelerare può essere molto efficace. Rallentare non deve essere la risposta automatica, perché il tombarello è perfettamente capace di raggiungere un artificiale veloce.
Quando invece il branco scompare dalla superficie, la prima variazione da provare non riguarda necessariamente la velocità.
Conviene lasciare scendere l'artificiale alcuni secondi e ripetere i lanci aumentando progressivamente il tempo di discesa. In questo modo si verifica ordinatamente se i pesci sono semplicemente passati a una quota inferiore.
Quando il pesce è presente ma non attacca
È una situazione classica: piccoli pesci saltano, i tombarelli attaccano continuamente e l'artificiale attraversa la zona senza ricevere alcuna attenzione.
Prima di attribuire il problema alla livrea bisogna capire se l'esca è coerente con ciò che sta accadendo.
Controllare la dimensione
Se il foraggio misura pochi centimetri, ridurre drasticamente il profilo dell'artificiale può essere la modifica più importante.
Controllare la quota
Una parte dei predatori può lavorare sotto la mangianza. Recuperare sempre immediatamente dopo l'impatto dell'esca significa pescare soltanto un singolo strato.
Controllare la velocità
Un recupero troppo lento può rendere l'artificiale poco coerente con una massa di piccoli pesci in fuga.
Al contrario, se il recupero è già molto rapido ma non produce reazioni, può essere utile inserire un improvviso cambio di ritmo invece di aumentare ulteriormente la velocità media.
Solo dopo, il colore
Quando dimensione, profondità e comportamento dell'esca sono corretti, anche la livrea può essere affinata.
Ma cambiare continuamente colore mantenendo un artificiale troppo grande o fuori quota significa intervenire sulla variabile meno importante.
Attacco e combattimento
L'attacco del tombarello su un artificiale recuperato rapidamente può essere estremamente netto.
Se il sistema è già in tensione, non è normalmente necessaria una ferrata violenta. È preferibile mantenere il contatto, lasciare che la canna si carichi e iniziare a gestire la fuga.
La prima partenza
Nonostante le dimensioni relativamente contenute rispetto ai grandi tunnidi, il tombarello possiede una forza notevole.
La prima fuga può sottrarre rapidamente filo. In acqua libera non esiste generalmente la necessità di fermarla in maniera brutale.
Una frizione correttamente regolata permette di mantenere pressione evitando picchi inutili su amo, leader e nodo.
Quando cambia direzione
Il problema opposto si verifica quando il pesce smette improvvisamente di allontanarsi e torna verso il pescatore.
La lenza può perdere tensione molto rapidamente. Bisogna quindi recuperare con decisione mantenendo la canna caricata.
Gli ultimi metri
Vedere il pesce sotto la barca o vicino alla struttura non significa che il combattimento sia terminato.
Sono possibili altre fughe brevi e violente. Forzare inutilmente proprio in questa fase aumenta il rischio di slamatura.
Dalla barca un guadino adeguato facilita la gestione finale. Da moli e altre postazioni elevate deve invece essere predisposto in anticipo un sistema di recupero compatibile con l'altezza.
Errori da evitare
Il primo errore è inseguire continuamente l'ultimo spruzzo. Una mangianza in movimento deve essere interpretata attraverso la sequenza degli attacchi, non come una serie di punti indipendenti.
Il secondo è utilizzare artificiali molto più grandi del foraggio senza chiedersi perché il pesce li stia ignorando.
Un altro errore frequente consiste nell'aumentare automaticamente il peso del jig. Il peso serve per raggiungere la zona utile e controllare l'esca. Superata quella necessità, non rappresenta di per sé un vantaggio.
Anche continuare a pescare esclusivamente in superficie dopo la scomparsa della mangianza limita enormemente la ricerca. Il branco può trovarsi ancora nella stessa zona alcuni metri più sotto.
L'attrezzatura sovradimensionata produce un problema simile. Una canna troppo potente, un trecciato troppo grosso e artificiali pesanti possono rendere difficile proprio la presentazione compatta richiesta in molte situazioni.
Non va infine trascurata la minuteria. Un piccolo jig può essere attaccato da un pesce capace di applicare una forza considerevole. Ami e anelli devono quindi essere dimensionati in funzione del predatore, non soltanto della grandezza dell'artificiale.
Gestione della cattura
Come per qualsiasi specie marina, prima dell'uscita è necessario verificare la normativa vigente applicabile alla pesca ricreativa nella propria zona e identificare correttamente la cattura.
Se il tombarello viene rilasciato, la gestione dovrebbe essere rapida. Dopo un combattimento intenso è opportuno evitare una lunga permanenza fuori dall'acqua e avere già disponibili pinza e strumenti necessari.
Se la cattura viene trattenuta nel rispetto delle disposizioni applicabili, è importante conservarla correttamente fin dai primi minuti, soprattutto durante i mesi caldi.
La presenza di un branco numeroso può produrre attacchi consecutivi. Questa abbondanza temporanea non rende però necessario continuare a catturare pesci oltre quanto si intende realmente utilizzare.
Conclusioni
Il tombarello a spinning non richiede tecniche artificialmente diverse da quelle utilizzate per altri piccoli tunnidi mediterranei. Metal jig, pencil sinking, ricerca delle mangianze e recuperi sostenuti appartengono allo stesso patrimonio tecnico utilizzato anche nella pesca all'alletterato.
La vera difficoltà consiste nell'applicare questi strumenti alla situazione osservata.
Quando il branco caccia su piccoli pesci, bisogna riuscire a conciliare dimensioni ridotte dell'esca e distanza di lancio. Quando la mangianza si sposta, bisogna interpretarne la direzione invece di lanciare continuamente sul punto appena abbandonato. Quando l'attività superficiale scompare, bisogna verificare se il pesce si sia semplicemente abbassato nella colonna d'acqua.
Il metal jig compatto rappresenta uno degli artificiali più efficaci proprio perché risolve molte di queste esigenze contemporaneamente: mantiene dimensioni contenute, raggiunge grandi distanze e permette di pescare a profondità differenti.
Il pencil sinking amplia ulteriormente le possibilità quando il foraggio aumenta di dimensioni o si desidera un movimento più simile a quello di un piccolo pesce. Minnow, jerkbait e topwater completano la selezione quando distanza e comportamento del branco rendono queste categorie realmente funzionali.
Anche l'attrezzatura deve seguire lo stesso principio di proporzione. Non serve utilizzare la massima potenza possibile, ma una configurazione capace di lanciare correttamente gli artificiali scelti e gestire senza difficoltà le fughe del pesce.
Prima della livrea vengono quindi foraggio, distanza, traiettoria del branco, profondità e velocità di recupero.
È questa capacità di osservare ciò che sta realmente accadendo e adattare rapidamente la presentazione a rendere il tombarello un piccolo tunnide particolarmente tecnico e divertente da pescare a spinning.
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