Le soft bait nello spinning in mare sono tra gli artificiali più versatili a disposizione del pescatore. Possono essere recuperate appena sotto la superficie, fatte lavorare a mezz'acqua, accompagnate lungo un gradino del fondale oppure utilizzate molto vicino a rocce e strutture dove un hard bait rischierebbe continui incagli.
Parlare semplicemente di "gomma", però, significa descrivere solo una parte del sistema. Il comportamento finale dipende dall'interazione tra corpo dell'esca, forma della coda, peso della testina, posizione dell'amo, velocità di recupero e corrente.
Uno stesso shad può quindi comportarsi in maniera completamente diversa montato su una testina da 5 grammi o da 20 grammi. Allo stesso modo, una soft bait montata su jig head scoperta può offrire un'ottima ferrata in acqua libera, mentre un amo offset può essere preferibile quando bisogna attraversare fondali ricchi di ostacoli.
Anche alcuni termini vengono utilizzati in maniera imprecisa. Shad e paddle tail, per esempio, non indicano necessariamente due categorie opposte: shad descrive generalmente un profilo che richiama un piccolo pesce, mentre paddle tail identifica soprattutto la tipica coda a paletta. Moltissimi shad sono quindi anche paddle tail.
In questa guida vedremo come scegliere soft bait, testina e montaggio in funzione di profondità, corrente, fondale e predatore, con particolare attenzione alle situazioni realmente incontrate nello spinning in mare.
Indice
- Che cosa sono le soft bait
- Shad e paddle tail: quali differenze
- Come lavora una coda paddle
- Dimensione e profilo dell'esca
- La testina piombata
- Come scegliere il peso della testina
- Forma della jig head e comportamento dell'esca
- Come montare correttamente uno shad sulla testina
- Amo offset e montaggio weedless
- Ami offset zavorrati
- Montaggi articolati e altre configurazioni
- Come scegliere il montaggio in base al fondale
- Recupero lineare
- Recupero vicino al fondo
- Saltelli, sollevamenti e pause
- Soft bait per spigola, serra e altri predatori
- Come scegliere colore e trasparenza
- Gli errori più comuni
- Come costruire una selezione realmente utile
Che cosa sono le soft bait
Con soft bait si indicano artificiali costruiti con materiali morbidi e flessibili, normalmente progettati per imitare pesci, vermi, crostacei o altre potenziali prede.
Nello spinning marino una delle forme più utilizzate è quella dello shad, cioè un corpo più o meno simile a un piccolo pesce, spesso terminante con una coda capace di muoversi autonomamente durante il recupero.
A differenza di molti hard bait, la soft bait non possiede necessariamente un assetto completo appena estratta dalla confezione.
Deve essere associata a un sistema di armatura e, molto spesso, a una zavorra.
Questo rappresenta contemporaneamente il suo principale vantaggio e una delle sue maggiori difficoltà.
Lo spinner può infatti decidere quanto velocemente farla affondare, come orientare l'amo, quanto liberamente far lavorare il corpo e quanto avvicinarsi al fondo.
La stessa esca può quindi essere utilizzata in acqua di due metri oppure in un canalone molto più profondo semplicemente modificando montaggio e zavorra.
Shad e paddle tail: quali differenze
I termini shad e paddle tail vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma descrivono aspetti leggermente differenti.
Con shad si indica generalmente una soft bait dal profilo pisciforme, cioè pensata per ricordare un piccolo pesce.
Paddle tail significa invece letteralmente "coda a paletta" e identifica la particolare estremità appiattita che viene messa in movimento dalla pressione dell'acqua.
Molti degli shad più utilizzati nello spinning sono quindi contemporaneamente paddle tail.
Esistono però soft bait pisciformi con code differenti e artificiali dotati di paddle tail il cui corpo non riproduce in maniera particolarmente realistica un pesce.
Dal punto di vista pratico è più utile concentrarsi sul comportamento dell'esca che sulla classificazione commerciale.
Bisogna chiedersi quanto facilmente la coda entri in movimento, quanta vibrazione produca, quanto il corpo oscilli e a quale velocità minima l'artificiale mantenga un'azione regolare.
Come lavora una coda paddle
La coda paddle viene spinta lateralmente dalla pressione dell'acqua durante il recupero.
La forma della paletta, il suo angolo rispetto al corpo e la rigidità del materiale influenzano direttamente la quantità di movimento prodotta.
Una coda relativamente grande tende generalmente a spostare più acqua e può provocare anche un'oscillazione evidente del corpo.
Una paddle più piccola o rigida può invece produrre un movimento meno accentuato e richiedere una velocità leggermente superiore per entrare pienamente in azione.
Non esiste una delle due soluzioni universalmente migliore.
Con acqua molto calma o pesci sospettosi può risultare interessante un'azione più contenuta. In condizioni di torbidità, corrente o mare mosso, una vibrazione maggiore può invece rendere l'esca più facilmente percepibile.
Anche la testina modifica il comportamento della paddle. Aumentando molto il peso si tende a rendere più pronunciata la componente verticale della traiettoria e può diventare necessario aumentare la velocità del recupero per mantenere la stessa quota.
Dimensione e profilo dell'esca
La misura deve essere scelta considerando contemporaneamente foraggio, predatore e condizioni.
Piccoli shad permettono una presentazione discreta e risultano particolarmente interessanti con spigole che si alimentano su latterini, piccoli cefali o altri pesci minuti.
Un profilo maggiore produce invece una silhouette più evidente e consente generalmente di selezionare un boccone più consistente.
Non bisogna però pensare che un grande predatore richieda obbligatoriamente una grande soft bait.
Se una spigola o un serra sta predando pesci di pochi centimetri, un artificiale relativamente piccolo può risultare perfettamente coerente anche con esemplari importanti.
Corpo sottile
Un corpo affusolato oppone relativamente poca resistenza all'acqua e può lavorare bene con corrente e recuperi sostenuti.
Corpo alto o voluminoso
Offre una silhouette più evidente e può accentuare l'oscillazione prodotta dalla coda.
A parità di zavorra oppone però generalmente maggiore resistenza e può rendere più lenta la discesa.
Anche questo elemento deve quindi essere considerato quando si sceglie la testina.
La testina piombata
La jig head, o testina piombata, è costituita da un amo al quale è solidale una zavorra.
Inserendo il corpo della soft bait sull'amo si ottiene una configurazione estremamente semplice e diretta.
La testina svolge diverse funzioni contemporaneamente: fornisce peso per il lancio, permette all'esca di raggiungere la profondità desiderata, influenza l'assetto e determina in parte la traiettoria durante recupero e caduta.
Il suo peso non deve quindi essere scelto soltanto in funzione della distanza.
Una testina troppo leggera può impedire di mantenere il contatto con l'esca in profondità o con forte corrente. Una testina inutilmente pesante può invece far attraversare troppo rapidamente la fascia utile e aumentare gli incagli sul fondo.
Il peso corretto è generalmente il minimo che consente di raggiungere e controllare efficacemente la zona da pescare.
Come scegliere il peso della testina
Non esiste una corrispondenza rigida tra lunghezza dello shad e peso della jig head.
La stessa esca può richiedere pesi molto differenti secondo ambiente e tecnica.
In poca acqua e senza corrente possono bastare pochi grammi. In una foce profonda, su una scogliera o con corrente sostenuta può essere necessario aumentare sensibilmente la zavorra.
Bisogna considerare soprattutto quattro variabili: profondità, corrente, vento e velocità del recupero.
Più profondità
Richiede generalmente più peso oppure un tempo di discesa maggiore.
Più corrente
Aumenta la pressione sul trecciato e sulla soft bait. Una testina troppo leggera può essere trascinata fuori dalla zona desiderata.
Recupero più lento
Per mantenere l'esca relativamente profonda durante un recupero lento non è sempre necessario aumentare molto il peso. Una testina più leggera può anzi permettere di mantenere una traiettoria più naturale, purché rimanga controllabile.
Recupero veloce
La pressione dell'acqua tende a far salire l'artificiale. Aumentare leggermente il peso può aiutare a mantenere la quota.
Il pescatore dovrebbe quindi pensare al peso come a uno strumento per controllare la traiettoria, non come a un numero da scegliere automaticamente in base alla dimensione dell'esca.
Forma della jig head e comportamento dell'esca
Due testine dello stesso peso possono far lavorare una soft bait in maniera differente.
Una testa sferica rappresenta una soluzione molto versatile e permette un comportamento abbastanza neutro.
Forme più affusolate possono offrire minore resistenza all'acqua e risultare adatte a recuperi lineari e relativamente veloci.
Altre geometrie sono progettate per mantenere l'esca con un determinato assetto, appoggiarsi meglio sul fondo oppure attraversare strutture riducendo il rischio di incaglio.
Non bisogna però attribuire alla sola forma della testa effetti assoluti.
Il comportamento finale dipende anche da corpo della soft bait, posizione dell'occhiello, dimensione dell'amo, velocità e angolo della lenza.
La soluzione migliore deve quindi essere verificata con l'esca realmente utilizzata.
Come montare correttamente uno shad sulla testina
Un montaggio storto può compromettere anche una soft bait di ottima qualità.
Prima di inserire l'amo conviene appoggiarlo esternamente lungo il corpo e individuare il punto nel quale la punta dovrà uscire.
La soft bait viene quindi infilata partendo dalla testa e seguendo il più possibile l'asse centrale del corpo.
Quando la punta emerge, l'esca dovrebbe rimanere perfettamente diritta.
Se il corpo è piegato lateralmente o compresso, durante il recupero può ruotare, inclinarsi o impedire alla coda di lavorare correttamente.
Anche la proporzione tra amo ed esca è importante.
Un amo troppo corto può produrre ferrate meno efficaci su una soft bait lunga, mentre uno eccessivamente grande irrigidisce il corpo e può limitare il movimento.
La curva dell'amo dovrebbe generalmente uscire in una zona che permetta al pesce di comprimere il corpo senza impedire il corretto movimento della parte posteriore.
Amo offset e montaggio weedless
Quando il fondale è ricco di rocce, vegetazione o altre strutture, una classica jig head con punta completamente esposta può incagliare frequentemente.
L'amo offset permette di realizzare una montatura weedless, cioè progettata per ridurre la probabilità che la punta si agganci agli ostacoli.
La parte anteriore della soft bait viene fissata sull'offset, mentre il corpo viene attraversato in modo che la punta dell'amo rimanga aderente o leggermente inserita nella gomma.
Quando il pesce comprime l'esca durante l'attacco, il corpo dovrebbe liberare la punta permettendo la ferrata.
Weedless non significa però immune dagli incagli.
Testina, piombo, lenza e corpo dell'esca possono comunque infilarsi tra rocce e ostacoli.
Inoltre, maggiore è la quantità di materiale che deve essere compressa prima di scoprire l'amo, maggiore deve essere l'attenzione alla compatibilità tra dimensione della soft bait e apertura dell'offset.
Ami offset zavorrati
L'amo offset zavorrato permette di combinare una presentazione relativamente antincaglio con una quantità di peso incorporata direttamente sull'amo.
È particolarmente utile quando si desidera far lavorare lo shad nella parte centrale o inferiore della colonna d'acqua senza utilizzare una classica testina davanti alla testa dell'esca.
La distribuzione del peso lungo l'amo può produrre una caduta differente rispetto a una jig head tradizionale.
Il corpo mantiene inoltre un profilo esterno più uniforme, caratteristica interessante in presenza di vegetazione, rocce e strutture.
Anche qui il peso deve essere scelto secondo profondità e corrente.
Un offset pesantemente zavorrato può rendere molto rapida la discesa e ridurre proprio quella capacità di attraversare lentamente una zona che spesso costituisce il vantaggio della soft bait.
Montaggi articolati e altre configurazioni
La testina solidale all'amo non è l'unico sistema disponibile.
Esistono configurazioni nelle quali zavorra e amo sono collegati in maniera articolata. Questa libertà può permettere alla soft bait di muoversi con maggiore indipendenza rispetto alla massa del piombo.
Sistemi di questo tipo possono essere interessanti soprattutto nella pesca vicino al fondo, perché permettono di cambiare rapidamente zavorra e configurazione dell'amo.
Anche i montaggi con peso separato dall'esca trovano applicazione in determinate situazioni.
Non è però necessario trasformare lo spinning marino con soft bait in una collezione di montature.
Nella maggior parte delle situazioni una buona selezione composta da jig head tradizionali, ami offset e offset zavorrati permette già di affrontare profondità, fondali e livelli di rischio d'incaglio molto differenti.
Come scegliere il montaggio in base al fondale
Il fondale dovrebbe influenzare la scelta del montaggio almeno quanto il predatore ricercato.
Sabbia
Su fondale sabbioso relativamente pulito una jig head con amo esposto permette grande semplicità e una ferrata molto diretta.
Diventa particolarmente interessante per lavorare canaloni, gradini e zone di foce.
Roccia
In mezzo a massi e fessure aumenta sensibilmente il rischio di incaglio.
Un offset o un montaggio maggiormente protetto può quindi consentire di pescare zone che con l'amo completamente scoperto verrebbero evitate.
Posidonia e vegetazione
Un montaggio weedless permette di attraversare meglio la vegetazione e soprattutto i margini tra posidonia e zone libere.
Questi confini possono essere particolarmente interessanti perché offrono contemporaneamente riparo al foraggio e spazio di attacco al predatore.
Acqua libera
Se non esistono ostacoli, non c'è motivo di rinunciare automaticamente alla punta esposta.
Una classica jig head rimane una delle soluzioni più semplici, sensibili ed efficaci.
Recupero lineare
Il recupero lineare è una delle tecniche più efficaci con gli shad paddle tail.
Non deve essere considerato una soluzione elementare: cambiando velocità, profondità e direzione si possono ottenere presentazioni molto differenti.
Dopo il lancio si lascia raggiungere all'esca la quota desiderata e si inizia il recupero mantenendo una velocità sufficientemente regolare da far lavorare correttamente la coda.
Una velocità maggiore tende a far salire la soft bait; rallentando, l'esca tende invece a perdere quota.
Questo permette di seguire la conformazione del fondale senza dover necessariamente utilizzare la canna in maniera continua.
Nella pesca alla spigola un recupero lineare relativamente lento può risultare estremamente efficace, soprattutto quando lo shad attraversa una corrente, un canalone o una zona di schiuma.
Recupero vicino al fondo
Una delle maggiori qualità delle soft bait è la possibilità di lavorare molto vicino al fondo mantenendo comunque un movimento naturale.
Dopo il lancio si può lasciare scendere l'esca fino a percepire il contatto o fino a stimare che abbia raggiunto la profondità desiderata.
Il recupero viene quindi iniziato lentamente, cercando di mantenere la soft bait appena sopra il fondo.
Se la testina tocca continuamente, può essere troppo pesante oppure il recupero troppo lento.
Se invece l'esca perde rapidamente profondità e sale nella colonna d'acqua, si può rallentare o aumentare leggermente la zavorra.
Il contatto continuo con il fondo non deve essere considerato sempre un obiettivo.
In molte situazioni è più efficace mantenere lo shad pochi centimetri o qualche decina di centimetri sopra la struttura, dove rimane visibile al predatore riducendo allo stesso tempo il rischio di incaglio.
Saltelli, sollevamenti e pause
La soft bait può essere animata anche attraverso movimenti verticali della canna.
Dopo aver raggiunto il fondo, uno o due sollevamenti permettono all'esca di staccarsi dalla struttura. La successiva pausa la lascia ricadere.
Questo recupero è particolarmente efficace quando il pesce si trova vicino al fondo o quando si vuole insistere su un'area limitata.
La fase di caduta non deve essere trattata come un semplice intervallo.
Molti attacchi possono avvenire proprio mentre la soft bait scende, perché la variazione di traiettoria può ricordare una preda ferita o disorientata.
È quindi importante mantenere sufficiente contatto con il sistema da percepire eventuali anomalie.
Un arresto anticipato della discesa, uno spostamento laterale del filo o una tensione improvvisa possono indicare un attacco.
Soft bait per spigola, serra e altri predatori
Spigola
La spigola è probabilmente il predatore mediterraneo maggiormente associato all'utilizzo delle soft bait nello spinning costiero.
Shad relativamente piccoli o medi possono essere utilizzati in foci, spiagge, porti, scogliere e lagune costiere.
Il recupero può essere molto lento, soprattutto quando si pesca vicino al fondo o attraverso correnti.
Pesce serra
Il serra può attaccare con decisione anche soft bait recuperate rapidamente.
Il problema principale è la dentatura: il corpo morbido dell'esca può essere danneggiato molto facilmente e il leader deve essere dimensionato considerando il rischio reale di taglio.
Barracuda
Anche il barracuda può essere insidiato con shad e altri profili pisciformi, soprattutto quando il pesce lavora negli strati intermedi o inferiori.
Il recupero lineare alternato a brevi variazioni di velocità può risultare molto efficace.
Ricciola e altri predatori
Soft bait di dimensioni e armature adeguate possono essere utilizzate anche per ricciole, lecce e altri predatori potenti.
In questi casi bisogna però verificare attentamente amo, anelli, snap e resistenza complessiva del montaggio: una grande soft bait non deve essere armata con componenti dimensionati soltanto in funzione del peso dell'esca.
Come scegliere colore e trasparenza
Il colore è importante, ma dovrebbe essere scelto dopo aver risolto profondità, dimensione e movimento dell'esca.
Con acqua limpida e buona visibilità possono essere utilizzate colorazioni naturali e relativamente trasparenti che richiamano piccoli pesci reali.
In acqua velata, con cielo coperto o in condizioni di luce ridotta può risultare utile aumentare contrasto e visibilità.
Non significa però che esista una rigida corrispondenza tra acqua sporca e colore acceso oppure acqua limpida e colore naturale.
La silhouette dipende dall'interazione tra colore dell'esca, luce, profondità e sfondo osservato dal pesce.
Anche glitter, elementi riflettenti e variazioni cromatiche possono modificare la quantità di luce riflessa durante il movimento.
Una selezione ragionata non richiede decine di colorazioni. Per iniziare è molto più utile disporre della stessa soft bait in una livrea naturale, una più chiara o trasparente e una ad alto contrasto.
Gli errori più comuni
Usare sempre la stessa testina
Una soft bait non lavora allo stesso modo in due metri d'acqua e in un canalone profondo. Il peso deve essere adattato alle condizioni.
Utilizzare troppo peso
Una zavorra maggiore facilita il contatto con il fondo, ma non significa automaticamente maggiore controllo. Può far attraversare troppo rapidamente la zona utile e aumentare gli incagli.
Montare lo shad storto
Un corpo non allineato può ruotare durante il recupero, compromettere il movimento della coda e provocare torsioni indesiderate.
Scegliere l'amo soltanto dalla lunghezza dell'esca
Bisogna considerare anche spessore del corpo, apertura dell'amo e quantità di materiale che deve essere compressa durante l'attacco.
Usare sempre un montaggio weedless
La protezione dagli ostacoli è utile quando serve. In acqua libera, una punta esposta offre una configurazione più semplice e una ferrata diretta.
Usare sempre la punta esposta
L'errore opposto consiste nel perdere continuamente artificiali su rocce e vegetazione quando un offset permetterebbe di attraversare meglio la struttura.
Recuperare sempre alla stessa velocità
Velocità e profondità sono strettamente collegate. Una variazione di ritmo può inoltre produrre l'attacco anche senza cambiare esca.
Ignorare la caduta
Molte soft bait risultano efficaci proprio durante la discesa. Recuperare immediatamente dopo ogni sollevamento significa eliminare una parte importante della presentazione.
Concentrarsi troppo sul colore
Se la soft bait si trova due metri sopra il pesce oppure affonda continuamente nelle rocce, cambiare livrea non risolve il problema principale.
Come costruire una selezione realmente utile
Una scatola efficace di soft bait non richiede decine di modelli e centinaia di combinazioni.
È più utile possedere pochi corpi conosciuti molto bene e una selezione di pesi e montaggi capace di modificarne il comportamento.
Per uno spinning marino polivalente può essere sufficiente partire da uno shad piccolo, uno medio e uno più importante, affiancati da testine di peso crescente.
A queste possono essere aggiunti ami offset normali e zavorrati per le zone nelle quali la punta esposta produce troppi incagli.
In questo modo lo stesso gruppo di artificiali permette di affrontare acqua bassa, canali, foci, porti, scogliere e fondali relativamente profondi senza moltiplicare inutilmente i modelli.
È inoltre importante verificare la compatibilità dei materiali durante la conservazione. Alcune mescole morbide o elastomeriche non dovrebbero essere conservate a contatto con soft bait costruite con materiali differenti, perché possono deformarsi o reagire tra loro. Quando il produttore fornisce indicazioni specifiche, è preferibile mantenere le esche nella confezione originale.
Conclusioni
Le soft bait nello spinning in mare sono molto più di semplici esche morbide da recuperare lentamente.
La loro versatilità nasce soprattutto dalla possibilità di modificare il comportamento attraverso zavorra e montaggio. Una stessa soft bait può lavorare appena sotto la superficie, attraversare un canalone a mezz'acqua oppure seguire lentamente il fondo.
La testina piombata rappresenta la configurazione più semplice e diretta quando il fondale permette di utilizzare una punta esposta. L'amo offset diventa invece particolarmente utile tra rocce, vegetazione e strutture, mentre un offset zavorrato permette di conservare una configurazione relativamente antincaglio aggiungendo il peso necessario per raggiungere maggiore profondità.
Il peso non dovrebbe essere scelto secondo una tabella rigida. Deve essere il risultato di profondità, corrente, vento, forma dell'esca e velocità desiderata.
Il principio più utile è utilizzare il minimo peso che consente di mantenere realmente il controllo della presentazione. Troppo poco peso rende difficile capire dove si trova l'esca; troppo peso può farla precipitare attraverso la fascia utile e aumentare il rischio di incaglio.
Shad e paddle tail permettono inoltre recuperi molto differenti. Un semplice recupero lineare può essere estremamente efficace, ma sollevamenti, pause e cadute permettono di pescare vicino al fondo e insistere su microspot precisi.
Anche la scelta del montaggio deve essere funzionale. In acqua libera una jig head con amo scoperto offre semplicità e immediatezza; tra ostacoli un offset permette di raggiungere zone che altrimenti verrebbero evitate.
Prima del colore vengono quindi dimensione dell'esca, peso, profondità, montaggio e velocità di recupero.
È quando questi elementi vengono considerati come parti dello stesso sistema che una soft bait smette di essere una semplice alternativa agli hard bait e diventa uno degli strumenti più precisi e adattabili dello spinning in mare.
- Accedi per poter commentare
Commenti