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Seaspin LEPPA Jig: Recensione, Specifiche, Vantaggi e Limiti

Seaspin LEPPA Jig: Recensione, Specifiche, Vantaggi e Limiti

Da Spinfish , 1 Agosto 2026

Il Seaspin LEPPA Jig è un casting metal jig affondante caratterizzato da un corpo largo e appiattito, da un baricentro spostato verso la parte posteriore e da una gamma composta da cinque grammature comprese tra 11 e 55 g. Il nome deriva dal termine sardo leppa, cioè “coltello”, e richiama la sagoma complessiva dell’artificiale, simile a una lama o a un pugnale.

Pur appartenendo alla categoria dei metal jig, il LEPPA non è progettato soltanto per essere recuperato rapidamente. La superficie laterale relativamente ampia e la particolare distribuzione delle masse gli permettono di alternare recuperi lineari, jerkate, passaggi appena sotto la superficie e fasi di caduta più movimentate rispetto a quelle di un jig molto stretto.

In questa recensione analizzeremo specifiche, costruzione, lancio, affondamento, recuperi, armatura e differenze tra le cinque grammature. Non verranno attribuite al prodotto esperienze personali: le caratteristiche dichiarate da Seaspin saranno mantenute distinte dalle valutazioni tecniche ricavabili dalla geometria, dalla componentistica e dal campo d’impiego dell’artificiale.

Scheda rapida

TipologiaCasting metal jig affondante
Gamma classica11, 22, 33, 44 e 55 g
LunghezzeDa 56 a 103 mm
StrutturaCorpo in lega metallica, piatto e con baricentro arretrato
Utilizzo principaleSpinning dalla riva, shore jigging leggero, mangianze e pesca dalla barca
Predatori indicatiSpigole, pesci serra, barracuda, palamite, tunnidi, lampughe, ricciole e dentici
ArmaturaAmo singolo Gàmu; assist hook sul modello da 11 g

Indice

  • Caratteristiche del Seaspin LEPPA Jig
  • Specifiche tecniche e grammature disponibili
  • Corpo appiattito e distribuzione del peso
  • Affondamento e comportamento durante la caduta
  • Prestazioni nel lancio
  • Recuperi consigliati
  • Utilizzo nello spinning dalla riva
  • Utilizzo dalla barca e sulle mangianze
  • Come scegliere la grammatura
  • Differenze tra LEPPA Jig e LEPPA Slim
  • Colorazioni, riflessi e finiture
  • Amo singolo, assist hook e palettina olografica
  • Predatori e situazioni di pesca
  • Vantaggi
  • Limiti
  • A chi è consigliato
  • Manutenzione dopo l’uso in mare
  • Conclusioni

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Caratteristiche del Seaspin LEPPA Jig

Il LEPPA Jig appartiene alla categoria dei casting jig, artificiali metallici progettati per essere lanciati a distanza e utilizzati in differenti strati della colonna d’acqua. Rispetto ai modelli molto lunghi e affusolati, presenta però un corpo relativamente largo e appiattito.

La sagoma complessiva ricorda la lama di un coltello, mentre le ampie facce laterali generano resistenza idrodinamica, variazioni di assetto e riflessi marcati. Il baricentro arretrato favorisce inoltre l’allineamento del jig durante il lancio, con la parte posteriore che tende a precedere il resto del corpo.

Seaspin indica una notevole versatilità di recupero. Il LEPPA può produrre un nuoto nervoso anche a velocità contenute, rispondere alle jerkate mediante scatti laterali e lavorare appena sotto la superficie quando viene recuperato velocemente con la canna alta.

Questa combinazione gli consente di affiancare ai recuperi veloci tipici di molti casting jig anche passaggi più lenti, jerkate e fasi di caduta. Non è un artificiale specializzato in una sola presentazione, ma permette di modificarne il comportamento senza cambiare jig.

La recensione riguarda la serie classica da 11 a 55 g. I modelli denominati LEPPA Slim appartengono alla stessa famiglia commerciale, ma adottano proporzioni differenti e devono essere valutati separatamente.

Specifiche tecniche e grammature disponibili

La gamma classica comprende cinque modelli. L’aumento del peso è accompagnato da una crescita progressiva della lunghezza e della misura dell’amo.

ModelloLunghezzaPesoAssettoArmatura dichiarata
LEPPA Jig 1156 mm11 gSinkingAssist hook con amo Gàmu n. 1 e cordino PE 3.0 da 25 kg
LEPPA Jig 2275 mm22 gSinkingAmo singolo Gàmu round hook n. 1/0
LEPPA Jig 3385 mm33 gSinkingAmo singolo Gàmu round hook n. 2/0
LEPPA Jig 4495 mm44 gSinkingAmo singolo Gàmu round hook n. 3/0
LEPPA Jig 55103 mm55 gSinkingAmo singolo Gàmu round hook n. 5/0

Il passaggio da 11 a 55 g rende necessarie attrezzature molto differenti. Il modello più leggero può essere gestito con canne da spinning light, mentre le versioni da 44 e 55 g richiedono blank con un margine di lancio adeguato e mulinelli proporzionati alla maggiore resistenza prodotta durante il recupero.

La crescita della misura dell’amo segue quella del corpo, mantenendo proporzioni coerenti con le diverse dimensioni del jig. Non significa però che le grammature maggiori siano destinate esclusivamente a predatori più grandi: la scelta dipende anche dalla dimensione del foraggio, dalla distanza, dalla profondità e dalla corrente. Il diametro del filo, l’ampiezza della curva e la massa dell’amo contribuiscono inoltre al bilanciamento complessivo dell’artificiale.

Corpo appiattito e distribuzione del peso

L’elemento più caratteristico del LEPPA è il rapporto tra spessore ridotto e superficie laterale. La lega metallica concentra una massa considerevole in un corpo relativamente compatto, mentre le due facce ampie interagiscono con l’acqua durante il recupero e la caduta.

Il baricentro spostato verso la parte posteriore favorisce l’allineamento dell’artificiale durante il lancio. Nella fase di volo, la zona più pesante tende a precedere il resto del corpo, limitando rotazioni disordinate che potrebbero ridurre distanza e precisione.

In acqua, la stessa distribuzione non produce necessariamente una traiettoria perfettamente verticale. Il corpo piatto può inclinarsi, mostrare alternativamente i due fianchi e reagire alle variazioni di tensione della lenza.

La superficie laterale genera inoltre più resistenza rispetto a quella di un jig molto stretto dello stesso peso. Ne deriva una presentazione meno rigida e una maggiore possibilità di rallentare il recupero, ma anche una sensibilità più evidente alla corrente.

Affondamento e comportamento durante la caduta

Il LEPPA è un artificiale affondante, ma il tempo necessario per raggiungere lo strato desiderato e la traiettoria di discesa dipendono dalla grammatura, dalla profondità, dalla corrente, dal diametro del trecciato e dalla tensione mantenuta sulla lenza.

Con la lenza tesa, l’artificiale viene trattenuto e tende a seguire una traiettoria inclinata verso il pescatore. Lasciandolo scendere con maggiore libertà, il corpo può mostrare oscillazioni e variazioni laterali più evidenti. La scelta tra le due modalità deve dipendere sia dal comportamento cercato sia dal rischio di incaglio.

La palettina olografica montata sulla serie aggiunge resistenza e riflessi. Nelle acque poco profonde o quando si desidera rallentare il passaggio all’interno della zona di attività, questa configurazione può risultare coerente con la funzione dell’artificiale.

Quando è invece necessario raggiungere rapidamente uno strato profondo, la palettina può essere rimossa. La minore resistenza idrodinamica aumenta la velocità di affondamento, ma riduce contemporaneamente il richiamo visivo e modifica il comportamento complessivo del jig.

Il LEPPA non è quindi la scelta più specializzata per discese verticali estremamente rapide. La sua qualità principale consiste nella possibilità di combinare affondamento, movimento e permanenza nella zona di pesca.

Prestazioni nel lancio

Il lancio costituisce uno dei punti centrali del progetto. Il corpo metallico concentra molto peso in pochi centimetri e il baricentro arretrato aiuta l’artificiale a disporsi correttamente durante la traiettoria.

Le versioni da 22, 33 e 44 g rappresentano il nucleo più trasversale della gamma. Possiedono massa sufficiente per affrontare vento moderato e raggiungere zone distanti, senza richiedere necessariamente le attrezzature più potenti necessarie per il modello da 55 g.

Il LEPPA 11 conserva un rapporto favorevole tra dimensioni e peso, ma risente maggiormente del vento e della scelta del trecciato. Per sfruttarlo correttamente occorrono una canna capace di caricare 11 g, un filo sottile e un terminale non sovradimensionato.

Il 55 permette di ottenere la maggiore inerzia, ma non deve essere lanciato con una canna che raggiunge appena il proprio limite nominale. Un artificiale da 55 g, completo di amo e accessori, richiede un margine realistico sia per la sicurezza del blank sia per eseguire lanci ripetuti senza forzare.

In presenza di forte vento laterale, un jig più stretto può mantenere una traiettoria ancora più penetrante. Il corpo piatto del LEPPA è aerodinamico in rapporto alla propria geometria, ma non elimina completamente l’effetto prodotto dalle raffiche trasversali.

Recuperi consigliati

La versatilità del LEPPA permette di utilizzare recuperi molto diversi. Il più semplice è quello lineare, nel quale la velocità di recupero, insieme alla grammatura, alla corrente e all’angolazione della canna, concorre a determinare la profondità di nuoto e l’intensità del movimento.

A velocità contenuta, il corpo può mantenere un nuoto nervoso senza richiedere jerkate continue. Questa modalità è utile quando i pesci non inseguono artificiali troppo rapidi o quando si vuole far attraversare lentamente una mangianza.

Aumentando la velocità, il jig sale nella colonna d’acqua. Con la canna alta può essere mantenuto appena sotto la superficie, dove movimento, riflessi e vortici producono un segnale più evidente.

Le jerkate brevi imprimono accelerazioni improvvise e scatti laterali. È preferibile alternarle a momenti nei quali la lenza perde leggermente tensione, permettendo al corpo di cambiare assetto prima della sollecitazione successiva.

Un recupero a dente di sega può essere ottenuto sollevando l’artificiale mediante la canna e recuperando la lenza durante la successiva discesa. Questa impostazione consente di esplorare più profondità, ma richiede attenzione nei pressi del fondo.

Non esiste una sequenza universalmente migliore. Velocità e ampiezza devono essere adattate alla temperatura dell’acqua, alla profondità, alla corrente, alla dimensione del pesce foraggio e al comportamento dei predatori.

Utilizzo nello spinning dalla riva

Dalla riva il LEPPA può essere utilizzato da spiagge, scogliere, moli, porti e foci, purché la grammatura venga scelta in funzione della profondità e dell’attrezzatura.

Su fondali bassi è necessario iniziare il recupero poco dopo l’ingresso in acqua oppure mantenere la canna alta. Lasciare affondare liberamente le versioni più pesanti può portare rapidamente il jig a contatto con rocce, alghe e strutture sommerse.

Dalla scogliera il corpo compatto permette di raggiungere canaloni, punte e cambi di profondità. In queste situazioni l’amo singolo può limitare gli incagli rispetto a un’ancoretta, ma non rende l’artificiale immune dal rischio di bloccarsi tra le rocce.

Da spiaggia il LEPPA può essere impiegato per cercare pesci serra, spigole, lecce, palamite e altri predatori che si avvicinano alla costa. Le grammature intermedie permettono di coprire rapidamente un’area ampia, modificando profondità e velocità a ogni lancio.

In foce occorre considerare la corrente. Un corpo appiattito viene spostato più facilmente rispetto a un jig stretto; quando il flusso è sostenuto può essere necessario aumentare la grammatura o rimuovere la palettina.

Utilizzo dalla barca e sulle mangianze

Dalla barca il LEPPA può essere lanciato verso le mangianze oppure lasciato scendere sotto il natante. Le due modalità sfruttano caratteristiche differenti dell’artificiale.

Nel lancio verso pesci in attività, la concentrazione del peso permette di raggiungere la zona senza avvicinarsi eccessivamente. Una volta entrato nella mangianza, il jig può essere recuperato rapidamente oppure rallentato per rimanere più a lungo nello strato nel quale si trovano i predatori.

Il recupero lento può essere particolarmente utile quando i pesci continuano a cacciare ma ignorano artificiali che attraversano la zona troppo velocemente. La palettina e le superfici riflettenti aggiungono segnali visivi anche quando la velocità del corpo è ridotta.

Negli impieghi verticali occorre tenere presente l’azione della corrente e dello scarroccio. Il LEPPA può essere lavorato mediante sollevamenti, jerkate brevi e ricadute, ma un jig più stretto rimane generalmente più adatto quando la priorità assoluta è raggiungere velocemente profondità elevate.

Le versioni da 33, 44 e 55 g sono le più coerenti con la pesca su piccoli tunnidi, palamite, lampughe e ricciole, mentre il modello da 11 g consente di affrontare mangianze su foraggio molto minuto con attrezzature leggere.

Come scegliere la grammatura

La scelta non deve dipendere soltanto dalla taglia del predatore. Devono essere valutati anche la dimensione del foraggio, la profondità, il vento, la corrente, la distanza richiesta e la potenza reale della canna.

GrammaturaCaratteristiche principaliImpiego indicativo
11 gSagoma ridotta e presentazione leggeraLight spinning, piccoli predatori costieri, mangianze su minutaglia e acqua dolce
22 gBuon equilibrio tra compattezza, lancio e controlloSpinning costiero medio-leggero, spiaggia, porto, foce e piccole mangianze
33 gGrammatura trasversale con maggiore capacità di coprire acquaSerra, barracuda, palamite, lampughe e shore jigging leggero
44 gMaggiore inerzia e controllo con vento o correnteScogliera, mangianze distanti, shore jigging e spinning medio-pesante
55 gMassima massa della serie classicaLanci impegnativi, acque più profonde, predatori strutturati e utilizzo dalla barca

Il LEPPA 22 rappresenta una soluzione equilibrata per attrezzature medio-leggere, mentre il 33 estende il campo d’impiego senza raggiungere l’impegno richiesto dalle versioni superiori.

I modelli da 44 e 55 g diventano preferibili quando vento, corrente o distanza rendono insufficiente una grammatura inferiore. Non devono però essere scelti automaticamente per i pesci più grandi: un predatore importante può alimentarsi su foraggio molto piccolo e reagire meglio a una sagoma compatta.

Differenze tra LEPPA Jig e LEPPA Slim

La denominazione LEPPA comprende oggi anche modelli Slim, ma la serie classica e quella più affusolata non devono essere considerate equivalenti.

Il LEPPA Jig classico possiede un corpo relativamente largo, progettato per combinare capacità di lancio, nuoto nervoso, scatti laterali e recuperi rallentati. La maggiore superficie produce più resistenza e rende l’artificiale sensibile alle variazioni di tensione.

I LEPPA Slim adottano invece un profilo più lungo e stretto. A parità di condizioni, una geometria di questo tipo tende a penetrare meglio nell’acqua, a risentire meno della corrente e a raggiungere con maggiore facilità strati profondi.

La serie classica è quindi più indicata quando si vuole cambiare spesso ritmo e utilizzare un metal jig anche con passaggi relativamente lenti. La serie Slim è più coerente quando vengono privilegiate penetrazione, discesa e una presentazione maggiormente simile a un pesce foraggio allungato.

La scelta non deve essere effettuata soltanto confrontando i grammi. Due modelli dello stesso peso ma con proporzioni differenti possono produrre velocità di caduta, resistenza al recupero e risposta alla corrente sensibilmente diverse.

Colorazioni, riflessi e finiture

Il LEPPA è disponibile in numerose colorazioni, comprendenti imitazioni naturali, finiture olografiche e combinazioni ad alto contrasto. La disponibilità effettiva può cambiare in funzione della grammatura e del periodo di produzione.

Le superfici laterali ampie permettono alle finiture riflettenti di produrre lampi evidenti durante scatti, rotazioni e cambi di assetto. Il segnale non dipende quindi soltanto dal colore, ma anche dall’angolo formato tra artificiale, luce e osservatore.

Le livree naturali risultano coerenti con acque limpide e foraggio ben identificabile, mentre i colori più contrastati possono aumentare la visibilità in presenza di schiuma, profondità, cielo coperto o acqua velata. Queste indicazioni non costituiscono regole assolute: luminosità e risposta dei pesci possono cambiare anche nel corso della stessa sessione.

Come accade con gli altri artificiali metallici, urti contro rocce, denti e contatti ripetuti con il fondo possono segnare il rivestimento. Un danno superficiale non rende necessariamente inutilizzabile il jig, ma eventuali sfaldamenti devono essere controllati per evitare che si estendano.

Amo singolo, assist hook e palettina olografica

La serie utilizza ami singoli Gàmu resistenti alla corrosione marina. Il modello da 11 g viene dichiarato con assist hook, amo n. 1 e cordino PE 3.0 con carico indicato di 25 kg; le versioni da 22 a 55 g adottano Gàmu round hook progressivamente più grandi.

L’amo singolo offre una struttura semplice e robusta e tende a incagliarsi meno facilmente rispetto a un’ancoretta quando l’artificiale viene fatto lavorare vicino al fondo. Può inoltre limitare i punti di contatto con il pesce durante la slamatura.

Questa configurazione richiede però un contatto efficace durante l’attacco. Su colpi molto brevi o laterali, un’ancoretta offre più punte disponibili; l’amo singolo privilegia invece una presa più pulita quando entra correttamente nella bocca.

La palettina olografica aggiunge movimento e riflessi e contribuisce a rallentare la discesa. Può essere rimossa nelle acque profonde o quando la corrente rende necessario aumentare la velocità di affondamento.

Prima dell’utilizzo è opportuno verificare la punta dell’amo, la chiusura degli anelli, l’integrità del cordino dell’assist e la libertà di movimento della palettina. La dotazione può essere aggiornata dal produttore o differire tra confezioni appartenenti a periodi diversi.

Predatori e situazioni di pesca

Seaspin indica il LEPPA per numerosi predatori costieri e pelagici. La gamma consente di adattare la dimensione dell’artificiale sia alla taglia del pesce sia a quella del foraggio presente.

Spigole e barracuda possono essere cercati mediante recuperi lineari, accelerazioni e pause, soprattutto in prossimità di scogliere, porti e cambi di corrente. Per i pesci serra sono generalmente più adatte le grammature intermedie e superiori, abbinate a terminali adeguati alla dentatura.

Palamite, alletterati e altri piccoli tunnidi possono essere affrontati sulle mangianze con recuperi rapidi oppure con passaggi rallentati quando i pesci rifiutano esche troppo veloci. Lampughe e ricciole possono essere insidiate sia dalla riva sia dalla barca, scegliendo la grammatura in funzione della distanza e della profondità.

Per dentici e altri predatori prossimi al fondo occorre lasciare scendere il jig e lavorarlo con sollevamenti e ricadute. In questi casi aumenta però il rischio di incaglio e può essere utile rimuovere la palettina per raggiungere più rapidamente lo strato interessato.

Seaspin indica esplicitamente anche l’utilizzo in acqua dolce dei modelli da 11 e 22 g, in particolare per trote e persici, con ancoretta posteriore. Qualsiasi sostituzione deve rispettare dimensioni, peso e resistenza compatibili con il corpo dell’artificiale.

Vantaggi

  • Gamma classica ben distribuita tra 11 e 55 g.
  • Corpo compatto in rapporto al peso.
  • Baricentro arretrato favorevole al lancio.
  • Possibilità di utilizzare recuperi lenti, veloci e intervallati da jerkate.
  • Capacità di lavorare dal fondo fino agli strati prossimi alla superficie.
  • Superfici laterali ampie e finiture riflettenti.
  • Palettina olografica rimovibile per modificare richiamo e velocità di affondamento.
  • Amo singolo meno esposto agli incagli rispetto a una configurazione con ancoretta.
  • Utilizzabile sia dalla riva sia dalla barca.
  • Adatto a numerosi predatori costieri e pelagici.

Il vantaggio principale non coincide con una singola prestazione estrema, ma con la capacità di adattarsi a presentazioni differenti. Il LEPPA può essere utilizzato come esca da ricerca, come jig per le mangianze oppure come artificiale da far lavorare mediante accelerazioni e ricadute.

Limiti

  • Il corpo largo risente della corrente più di un jig molto affusolato.
  • Non è la scelta più specializzata per raggiungere rapidamente profondità elevate.
  • La palettina aumenta il richiamo, ma rallenta l’affondamento.
  • Le grammature superiori richiedono canne e mulinelli adeguatamente dimensionati.
  • L’amo singolo può essere meno permissivo di un’ancoretta sugli attacchi molto brevi.
  • Finiture e superfici riflettenti possono essere segnate dagli urti contro rocce e denti.
  • La configurazione dell’armatura non è identica in tutte le grammature.
  • In forte vento laterale un jig più stretto può mantenere una traiettoria più penetrante.

Questi limiti derivano in larga parte dalle stesse caratteristiche che rendono il LEPPA versatile. La superficie che permette di rallentare la presentazione aumenta anche la sensibilità alla corrente; la palettina che produce riflessi aggiunge resistenza; l’amo singolo che riduce gli incagli offre meno punte di un’ancoretta.

A chi è consigliato

Il Seaspin LEPPA Jig è consigliato al pescatore che cerca un metal jig da utilizzare con più recuperi, senza limitarlo alla sola velocità o alla sola pesca verticale.

Le grammature da 11 e 22 g sono adatte a chi pratica light spinning, pesca piccoli predatori o deve imitare minutaglia. Il 33 g rappresenta una scelta trasversale per lo spinning costiero, mentre il 44 e il 55 g richiedono attrezzature più strutturate e sono maggiormente orientati a vento, corrente, distanza e predatori pelagici.

Può risultare particolarmente interessante per chi pesca sulle mangianze e vuole alternare recuperi rapidi a passaggi più lenti senza cambiare immediatamente esca.

È meno indicato per chi cerca esclusivamente un jig molto stretto, destinato a scendere rapidamente in profondità o a mantenere una traiettoria verticale in corrente sostenuta. In tali condizioni un modello della serie LEPPA Slim o un jig specificamente progettato per la penetrazione può risultare più coerente.

Manutenzione dopo l’uso in mare

Dopo ogni utilizzo in acqua salata è opportuno risciacquare il LEPPA con acqua dolce, evitando getti eccessivamente violenti direttamente sugli anelli e sul cordino dell’assist hook.

L’artificiale deve essere lasciato asciugare completamente prima di essere riposto nella scatola. Conservare un jig ancora bagnato insieme ad altri artificiali favorisce la permanenza del sale e può accelerare l’ossidazione di ami e anelli.

Occorre controllare periodicamente:

  • la punta e l’apertura dell’amo;
  • la presenza di ossidazione su amo e anelli;
  • l’integrità del cordino dell’assist hook;
  • la tenuta degli split ring;
  • la libertà di movimento della palettina;
  • eventuali danni alla finitura causati da urti o denti.

Un amo che ha perso affilatura deve essere ripristinato o sostituito. Anche un cordino apparentemente integro deve essere cambiato quando mostra abrasioni, sfilacciamenti o irrigidimenti causati dal sale.

Conclusioni

Il Seaspin LEPPA Jig è un casting metal jig progettato attorno a una combinazione precisa: corpo piatto, massa concentrata, baricentro arretrato e possibilità di utilizzare recuperi molto differenti.

Non è progettato prioritariamente per una discesa verticale molto rapida e non possiede il profilo stretto dei LEPPA Slim. Il suo punto di forza è invece la capacità di passare da un recupero lineare lento a jerkate laterali, accelerazioni e presentazioni appena sotto la superficie.

La gamma da 11 a 55 g permette di coprire dal light spinning fino allo shore jigging e alla ricerca dei pelagici dalla barca. Amo singolo e palettina olografica completano una configurazione orientata alla versatilità, con la possibilità di rimuovere la palettina quando occorre aumentare la velocità di affondamento.

I principali compromessi riguardano la maggiore sensibilità alla corrente, la minore rapidità di discesa rispetto ai jig più stretti e la necessità di scegliere con attenzione grammatura e attrezzatura. Valutato per ciò che è realmente, il LEPPA è un artificiale polivalente e riconoscibile, particolarmente adatto a chi vuole coprire acqua e modificare il recupero senza sostituire continuamente il jig.

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