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Maree nello Spinning in Mare: Quanto Contano e Come Interpretarle

Maree nello Spinning in Mare: Quanto Contano e Come Interpretarle

Da Spinfish , 6 Settembre 2026
Maree nello Spinning in Mare

Le maree nello spinning in mare vengono spesso interpretate attraverso regole molto semplici: pescare con la marea crescente, aspettare l'alta marea oppure evitare completamente la bassa. Nel Mediterraneo un approccio di questo tipo è poco rigoroso, perché l'importanza reale della marea cambia enormemente da una zona all'altra e dipende dalla morfologia della costa, dalla profondità, dalla presenza di canali, lagune, foci e bacini semichiusi.

In gran parte del Mediterraneo l'escursione astronomica è relativamente contenuta rispetto a quella caratteristica di molte coste oceaniche. Questo non significa che la marea sia irrilevante, ma che deve essere valutata insieme agli altri fenomeni capaci di modificare il livello e il movimento dell'acqua. Vento, pressione atmosferica, moto ondoso e circolazione locale possono avere un'influenza comparabile o persino superiore a quella della sola componente astronomica.

La situazione cambia inoltre geograficamente. Esistono aree mediterranee nelle quali l'oscillazione di marea è molto più evidente e, lungo le coste italiane, l'Adriatico settentrionale rappresenta il caso più importante. Anche all'interno della stessa regione, però, gli effetti pratici sullo spinning dipendono dallo spot: pochi centimetri di variazione possono incidere poco davanti a una scogliera profonda e diventare invece significativi su una piana molto bassa, all'interno di una foce o in un passaggio stretto.

Per utilizzare davvero le maree come informazione di pesca bisogna quindi smettere di cercare una fase universalmente migliore e osservare ciò che la variazione del livello produce localmente: cambiamento della profondità, attivazione di una corrente, scopertura o sommersione di strutture, spostamento del foraggio e accessibilità di determinate zone.

In questa guida vedremo quanto contano realmente le maree nello spinning nel Mediterraneo, come distinguere la marea astronomica dalle variazioni meteorologiche del livello del mare, come interpretare alta e bassa marea, fase crescente e calante, sizigie e quadrature e, soprattutto, come trasformare questi dati in informazioni utili sullo spot.

Indice

  • Che cos'è realmente la marea
  • Marea astronomica e livello reale del mare
  • Quanto sono importanti le maree nel Mediterraneo
  • Perché la situazione cambia da uno spot all'altro
  • Alta, bassa, crescente e calante: che cosa cambia davvero
  • Maree di sizigia e di quadratura
  • Livello dell'acqua e corrente di marea non sono la stessa cosa
  • Dove la marea può incidere maggiormente sulla pesca
  • Spiagge e scogliere aperte
  • Foci, lagune, canali e imboccature
  • Marea, vento, pressione e stato del mare
  • Pesce foraggio e variazioni del livello
  • Come leggere correttamente una tavola di marea
  • Come pescare una fase crescente
  • Come pescare una fase calante
  • Alta e bassa marea: perché il momento di inversione va interpretato localmente
  • Costruire una lettura affidabile del proprio spot
  • Gli errori più comuni

Che cos'è realmente la marea

La marea è l'oscillazione periodica del livello del mare prodotta principalmente dall'azione gravitazionale della Luna e del Sole, combinata con il moto del sistema Terra-Luna e con la risposta dinamica dei bacini oceanici e marini. Non consiste quindi semplicemente in una massa d'acqua che entra verso costa durante alcune ore e torna verso il largo nelle successive.

Il fenomeno genera variazioni del livello e, in determinate condizioni, correnti associate. La risposta concreta dipende però dalla geometria del bacino, dalla profondità e dalla conformazione della costa. Per questo la stessa forzante astronomica può produrre oscillazioni molto piccole in una zona e molto più ampie in un'altra.

Dal punto di vista dello spinner, ciò che conta non è conoscere nei dettagli tutte le componenti armoniche della marea, ma capire che il livello previsto segue un andamento periodico e che questo andamento può modificare fisicamente lo spot. La domanda utile non è quindi se la marea "faccia mangiare il pesce", ma che cosa cambia in quel luogo mentre il livello sale o scende.

Marea astronomica e livello reale del mare

Una distinzione fondamentale è quella tra marea astronomica e livello del mare realmente osservato. Le tavole di marea descrivono la componente astronomica prevedibile sulla base dei cicli periodici. Il livello effettivo misurato lungo la costa può però essere più alto o più basso per effetto delle condizioni meteorologiche e della dinamica locale.

Un vento persistente diretto verso una costa può favorire l'accumulo di acqua nella fascia costiera o all'interno di un bacino. Un vento proveniente dalla direzione opposta può contribuire a produrre l'effetto contrario. Anche le variazioni della pressione atmosferica modificano il livello marino, mentre onde e risacca determinano ulteriori variazioni nelle zone immediatamente costiere.

Questo punto è particolarmente importante nel Mediterraneo, dove l'escursione astronomica può essere modesta. Se la tavola indica una determinata alta marea, non significa che il livello osservato sullo spot raggiungerà esattamente quello previsto indipendentemente dal tempo meteorologico.

Per lo spinner la previsione astronomica deve quindi essere considerata una componente della lettura, non una fotografia completa dello stato del mare.

Quanto sono importanti le maree nel Mediterraneo

Il Mediterraneo viene generalmente definito un mare a debole escursione di marea rispetto a molti bacini oceanici. Questa caratteristica spiega perché il pescatore mediterraneo non possa importare automaticamente strategie sviluppate su coste nelle quali tra alta e bassa marea si verificano variazioni di diversi metri.

La debolezza generale del fenomeno non implica però uniformità. La risposta della marea varia notevolmente all'interno del bacino e alcune zone amplificano il segnale. Il Golfo di Gabès rappresenta l'esempio mediterraneo più evidente, mentre lungo le coste italiane l'Adriatico settentrionale presenta oscillazioni molto più significative rispetto a numerosi settori del Tirreno, dello Ionio e delle isole.

Anche il concetto di "marea piccola" deve essere collegato alla morfologia. Una variazione relativamente limitata ha conseguenze modeste davanti a una parete rocciosa che cade rapidamente in profondità, ma può modificare in maniera evidente l'estensione dell'acqua sopra una piana con fondale molto basso.

Non esiste quindi una risposta unica alla domanda "quanto conta la marea nel Mediterraneo?". Conta poco in alcune situazioni, abbastanza in altre e moltissimo in determinati sistemi costieri. La valutazione deve essere locale.

Perché la situazione cambia da uno spot all'altro

L'effetto pratico della marea dipende soprattutto da batimetria e geometria dello spot. Su un fondale molto inclinato, una variazione verticale del livello modifica relativamente poco la posizione della linea di costa. Su una zona quasi piatta, la stessa variazione può sommergere o scoprire una superficie molto più estesa.

Anche la presenza di passaggi stretti cambia completamente il quadro. Se una laguna, un'insenatura o un bacino comunica con il mare attraverso un'imboccatura limitata, la variazione del livello può generare un flusso localmente evidente attraverso quel passaggio. In mare aperto, nella stessa regione, il pescatore potrebbe quasi non percepirlo.

Strutture sommerse, gradini, barre sabbiose e piccoli canali possono inoltre diventare accessibili o perdere acqua durante il ciclo. In queste situazioni la marea modifica non soltanto alcuni centimetri di profondità, ma il modo nel quale pesce foraggio e predatori possono utilizzare lo spazio.

È questa interazione tra livello e morfologia, molto più della semplice indicazione "alta" o "bassa", a rendere la marea utile per lo spinning.

Alta, bassa, crescente e calante: che cosa cambia davvero

Alta marea e bassa marea indicano rispettivamente un massimo e un minimo locale del livello previsto. Tra questi due estremi il livello attraversa una fase crescente oppure una fase calante.

Questa distinzione è più utile della semplice ricerca dell'ora dell'alta marea, perché durante alcune ore lo spot sta cambiando. Una zona bassa può essere progressivamente sommersa, un passaggio può ricevere maggiore quantità d'acqua oppure un canaletto può cominciare a drenare una piana durante la fase opposta.

Non esiste però un motivo generale per cui il pesce debba essere sempre più attivo con marea crescente. In uno spot una fase crescente può permettere alle prede di entrare in una zona prima troppo bassa; in un altro è la fase calante a concentrare il foraggio attraverso un passaggio. Altrove la variazione è talmente limitata che il comportamento del pesce dipende principalmente da vento, luce, corrente generale e disponibilità di prede.

La fase diventa quindi interessante quando produce una trasformazione concreta e ripetibile dello spot.

Maree di sizigia e di quadratura

L'escursione di marea non rimane identica durante il mese lunare. In prossimità di Luna nuova e Luna piena, Sole, Terra e Luna si trovano in una configurazione che tende a produrre escursioni maggiori: sono le maree di sizigia. In prossimità del primo e dell'ultimo quarto, la configurazione tende invece a ridurre l'escursione e si parla di maree di quadratura.

Dal punto di vista della pesca, l'informazione importante non è attribuire proprietà particolari alla Luna piena o alla Luna nuova, ma comprendere che l'ampiezza del ciclo può cambiare. Dove le maree generano correnti apprezzabili, una maggiore escursione può essere associata a movimenti più marcati rispetto ai giorni di quadratura.

Anche questa relazione deve essere verificata localmente. Morfologia, attrito, profondità e caratteristiche del bacino modificano ampiezza e tempi della risposta. Inoltre un forte vento o una variazione meteorologica del livello possono sovrapporsi al ciclo astronomico e rendere lo scenario osservato molto differente da quello immaginato guardando soltanto la fase lunare.

Livello dell'acqua e corrente di marea non sono la stessa cosa

Una delle distinzioni più importanti riguarda altezza della marea e corrente di marea. Sapere che il livello sta aumentando non significa conoscere automaticamente velocità e direzione della corrente in ogni punto dello spot.

Nei canali e nelle imboccature il flusso dipende dalla differenza di livello tra le masse d'acqua collegate, dalla geometria del passaggio e dalla resistenza esercitata dal fondo. Per questo il momento di massima corrente può non coincidere con quello di massima velocità di variazione previsto da una semplice lettura intuitiva della curva, e l'inversione della corrente può verificarsi con un certo scarto rispetto all'istante dell'alta o della bassa marea.

Questa distinzione è essenziale nello spinning. Se il vero elemento che concentra il foraggio è una corrente all'imboccatura di una laguna, interessa soprattutto capire quando quella corrente si attiva, quanto è forte e in quale direzione scorre. L'ora dell'alta marea costituisce un riferimento, ma da sola non descrive il fenomeno.

Dove la marea può incidere maggiormente sulla pesca

L'effetto tende a diventare più evidente nei luoghi nei quali una variazione relativamente piccola del livello produce conseguenze geometriche o idrodinamiche importanti. Lagune, foci, canali, imboccature, porti, bassi fondali e piane costiere sono quindi gli ambienti nei quali vale maggiormente la pena studiare il ciclo locale.

In una zona estremamente bassa, alcuni centimetri possono permettere a piccoli pesci di attraversare una struttura oppure costringerli a concentrarsi in un canale. In un passaggio stretto, lo scambio tra due corpi d'acqua può generare una corrente sufficientemente evidente da condizionare la presentazione dell'artificiale.

L'importanza aumenta ulteriormente quando questi cambiamenti si ripetono in modo abbastanza regolare. Se durante diverse uscite si osserva che una determinata corrente compare nello stesso intervallo del ciclo e che il foraggio si concentra lungo i suoi margini, la marea diventa una vera informazione predittiva per quello spot.

Spiagge e scogliere aperte

Sulle coste direttamente esposte al mare aperto la marea deve essere valutata con maggiore prudenza. Su una spiaggia molto piatta la variazione del livello può modificare la posizione della battigia, la profondità sopra una barra e la quantità d'acqua presente in alcuni canaloni. Su spiagge più ripide, invece, lo stesso ciclo può avere conseguenze molto meno evidenti.

Anche sulle scogliere l'effetto dipende dalla conformazione. Un gradino poco profondo, una piattaforma rocciosa o un canale marginale possono cambiare in modo apprezzabile tra i diversi livelli, mentre davanti a una parete che raggiunge immediatamente diversi metri di profondità la differenza pratica può essere limitata.

In questi ambienti è inoltre facile attribuire alla marea ciò che deriva invece da onde, risacca o vento. Se il mare aumenta durante la sessione, la quantità d'acqua che raggiunge una piattaforma rocciosa può cambiare molto più per effetto del moto ondoso che per alcuni centimetri di escursione astronomica.

La marea deve quindi essere confrontata con lo stato reale del mare prima di attribuirle un effetto sulla pesca.

Foci, lagune, canali e imboccature

Foci e sistemi comunicanti con bacini costieri sono tra gli ambienti nei quali il ciclo di marea può diventare più interessante. Quando il livello esterno cambia, l'acqua può entrare o uscire attraverso passaggi relativamente stretti, generando flussi capaci di trasportare piccoli organismi e modificare la posizione del pesce foraggio.

Durante una fase di ingresso dell'acqua marina, determinate zone poco profonde possono diventare accessibili. Nella fase opposta, l'acqua che abbandona il bacino può convogliare piccoli pesci verso canali e imboccature. Per un predatore questi punti possono rappresentare aree nelle quali intercettare prede che vengono trasportate oppure costrette a transitare attraverso uno spazio relativamente limitato.

Non tutte le foci rispondono nello stesso modo. La portata fluviale, il vento, la forma dell'estuario e la profondità del canale possono modificare o sovrastare il segnale astronomico. Dopo forti piogge, per esempio, il flusso in uscita può essere dominato dalla portata del corso d'acqua molto più che dalla normale oscillazione di marea.

È quindi indispensabile osservare il movimento reale dell'acqua invece di dedurlo esclusivamente dall'applicazione delle maree.

Marea, vento, pressione e stato del mare

Il livello osservato sulla costa è il risultato della sovrapposizione di più fenomeni. La componente astronomica è prevedibile con grande regolarità, mentre vento e pressione atmosferica possono aggiungere variazioni meteorologiche che cambiano da una giornata all'altra.

Questa sovrapposizione spiega perché due alte maree astronomiche simili possano apparire molto diverse sullo stesso spot. Se durante la prima il vento favorisce un accumulo d'acqua verso costa e durante la seconda soffia nella direzione opposta, la posizione effettiva della linea d'acqua può essere sensibilmente diversa.

Il moto ondoso aggiunge un'altra componente ancora. Onde e risacca non modificano la marea astronomica, ma determinano oscillazioni e trasporto d'acqua sulla fascia immediatamente costiera. Di conseguenza, osservare semplicemente quanto una singola onda raggiunga la spiaggia non permette di dedurre il livello di marea.

Una buona lettura deve separare mentalmente questi fenomeni: previsione astronomica, livello realmente presente, movimento delle onde e corrente locale.

Pesce foraggio e variazioni del livello

La relazione più utile tra marea e attività dei predatori passa spesso attraverso il pesce foraggio. Una variazione del livello può rendere accessibile una fascia poco profonda, sommergere una struttura utilizzata come rifugio oppure generare un flusso attraverso un canale. Il foraggio reagisce a questi cambiamenti e i predatori possono sfruttarne la nuova distribuzione.

Questo meccanismo è molto più concreto dell'idea secondo cui la marea attiverebbe direttamente l'appetito del pesce. Se piccoli cefali entrano su una piana durante l'aumento del livello, un predatore può seguirli perché lì si trova il cibo. Se durante la fase calante le prede vengono concentrate lungo un passaggio, lo stesso predatore può modificare posizione e strategia.

Il pescatore dovrebbe quindi osservare se il cambio di livello produce un cambio nella posizione delle prede. Quando questa relazione è evidente e ripetibile, la fase di marea assume un reale valore operativo.

Come leggere correttamente una tavola di marea

Una tavola di marea riporta normalmente gli orari previsti dei massimi e dei minimi e i relativi livelli riferiti a uno specifico riferimento mareografico. Per la pesca non basta annotare l'ora dell'alta marea: è molto più utile osservare l'intero andamento previsto durante la sessione.

Occorre innanzitutto utilizzare una previsione riferita a una stazione o a un porto realmente rappresentativo della zona. Un dato calcolato per una località distante può presentare differenze di fase e ampiezza che diventano importanti negli ambienti nei quali la marea produce correnti attraverso passaggi o bacini.

Bisogna poi confrontare il massimo e il minimo previsti per valutare l'escursione del ciclo. Una giornata con variazione molto ridotta non produrrà necessariamente lo stesso movimento d'acqua di una giornata con escursione maggiore nello stesso luogo.

Infine, la previsione astronomica deve essere confrontata con le condizioni meteorologiche e, quando disponibili, con i dati mareografici osservati. Per le coste italiane le reti ufficiali di monitoraggio permettono di verificare il livello realmente misurato in numerose località.

Come pescare una fase crescente

Durante la fase crescente il livello astronomico si muove verso il massimo successivo. La conseguenza pratica dipende interamente dallo spot. Su una piana costiera, l'aumento può sommergere progressivamente zone prima troppo basse e permettere al foraggio di distribuirsi su una superficie maggiore. In un sistema lagunare può invece essere associato all'ingresso di acqua attraverso l'imboccatura.

La strategia deve seguire questa trasformazione. Se i piccoli pesci avanzano verso una fascia appena sommersa, conviene esplorare il bordo dell'acqua nuova e i passaggi che permettono di raggiungerla. Se si sviluppa una corrente in entrata, diventano interessanti i suoi margini e le zone di minore velocità nelle quali un predatore può mantenere la posizione senza affrontare continuamente il flusso più intenso.

Non bisogna invece aumentare automaticamente distanza di lancio o scegliere artificiali più profondi soltanto perché il livello sta salendo. L'obiettivo rimane intercettare la fascia realmente utilizzata dal foraggio.

Come pescare una fase calante

Nella fase calante alcune zone perdono progressivamente profondità e l'acqua può abbandonare bassi fondali, piane, canaletti e bacini attraverso percorsi preferenziali. Dove questo fenomeno è evidente, il pescatore dovrebbe cercare i punti nei quali il movimento concentra le prede anziché interpretare l'intera fascia costiera come ugualmente interessante.

Piccoli canali, aperture e imboccature possono acquistare importanza perché rappresentano vie obbligate tra una zona che si svuota e una più profonda. La corrente in uscita può trasportare materiale e piccoli organismi, mentre i predatori possono posizionarsi lateralmente o immediatamente fuori dalla parte più veloce del flusso.

Su coste profonde e aperte, al contrario, la fase calante può modificare molto poco la scena. In quel caso continuare a cercarne un effetto soltanto perché la tabella mostra un livello in diminuzione rischia di distrarre da segnali molto più importanti come vento, foraggio, luce e corrente generale.

Alta e bassa marea: perché il momento di inversione va interpretato localmente

In prossimità del massimo o del minimo il livello astronomico raggiunge un punto di inversione. Nel linguaggio della pesca si tende spesso ad associare questi momenti a una completa assenza di corrente, ma la realtà locale può essere più complessa.

Nei sistemi nei quali il flusso deve attraversare canali, imboccature o bacini con geometrie particolari, la corrente può non arrestarsi esattamente all'ora indicata per l'alta o la bassa marea della stazione di riferimento. La risposta idrodinamica del luogo introduce ritardi e differenze che possono essere comprese soltanto osservando direttamente lo spot.

Dal punto di vista dello spinning, una diminuzione della corrente può modificare la distribuzione del foraggio e rendere più semplice controllare alcuni artificiali, ma non esiste un principio per cui il momento di inversione sia necessariamente migliore o peggiore.

Ciò che interessa è riconoscere se quel cambiamento produce una nuova configurazione: pesce che lascia una corrente, piccoli pesci che si disperdono, predatori che cambiano posizione oppure accesso a una diversa fascia di profondità.

Costruire una lettura affidabile del proprio spot

Il modo migliore per capire quanto conti realmente la marea consiste nel confrontare più uscite sullo stesso luogo. Una singola cattura avvenuta due ore prima dell'alta marea non dimostra che quella sia la fase migliore. Potrebbe essere coincisa con un cambio di vento, con il passaggio del foraggio, con il tramonto o semplicemente con la presenza occasionale del predatore.

È molto più utile annotare nel tempo livello previsto, fase, escursione, vento, stato del mare, limpidezza, corrente osservata e posizione del foraggio. Dopo un numero sufficiente di sessioni possono emergere relazioni realmente ripetibili.

Per esempio, si può scoprire che una determinata imboccatura sviluppa una corrente interessante soltanto durante una parte della fase calante, oppure che una piana diventa utilizzabile dai predatori soltanto sopra un certo livello. Queste informazioni valgono molto più di una generica teoria sulla migliore marea per lo spinning.

Lo scopo non è prevedere con certezza una cattura, ma capire quando la configurazione fisica dello spot tende a diventare più favorevole.

Gli errori più comuni

Pensare che l'alta marea sia sempre migliore

Il livello massimo può essere favorevole in alcuni ambienti e irrilevante in altri. Conta ciò che quella quantità d'acqua modifica nello spot.

Considerare la marea crescente automaticamente più pescosa

Una fase crescente può aprire nuove zone al foraggio, ma una fase calante può concentrarlo maggiormente in canali e passaggi. Nessuna delle due possiede un vantaggio universale.

Applicare al Mediterraneo regole nate sulle coste oceaniche

L'escursione mediterranea è generalmente molto più contenuta e presenta una forte variabilità geografica. Una strategia basata su variazioni di diversi metri non può essere trasferita automaticamente alle coste italiane.

Ignorare le differenze locali

La stessa variazione verticale può avere effetti molto differenti su una piana bassa, una spiaggia ripida e una scogliera profonda.

Confondere previsione astronomica e livello osservato

Vento e pressione possono modificare il livello reale rispetto a quello derivante dalla sola marea astronomica.

Confondere altezza della marea e velocità della corrente

La corrente in un passaggio dipende dalla dinamica locale e non può essere dedotta semplicemente leggendo l'altezza prevista in un determinato momento.

Attribuire ogni corrente costiera alla marea

Vento, moto ondoso, portata fluviale e circolazione generale possono generare movimenti molto più importanti del segnale di marea in numerose zone mediterranee.

Guardare soltanto la fase lunare

Luna nuova e Luna piena sono associate alle sizigie e quindi, in generale, a una maggiore escursione astronomica, ma questo non significa che producano automaticamente maggiore attività dei predatori.

Utilizzare una previsione riferita a una località lontana

Orario e ampiezza possono cambiare tra località differenti, soprattutto quando entrano in gioco bacini, canali e geometrie costiere particolari.

Trarre conclusioni da una singola cattura

Per stabilire se esista realmente una relazione tra fase di marea e produttività dello spot servono osservazioni ripetute nelle quali vengano considerate anche le altre condizioni.

Conclusioni

Le maree nello spinning in mare non devono essere interpretate come un orologio capace di stabilire quando i predatori inizieranno o smetteranno di alimentarsi. Nel Mediterraneo il loro valore dipende soprattutto dalla capacità della variazione del livello di modificare concretamente lo spot.

In molte zone l'escursione astronomica è relativamente contenuta e vento, pressione, onde e correnti locali possono avere un'influenza altrettanto importante. In altre aree, soprattutto dove la geometria del bacino amplifica la marea o dove l'acqua deve attraversare passaggi stretti e bassi fondali, il ciclo può diventare invece un elemento fondamentale della dinamica costiera.

La distinzione decisiva è quindi quella tra il semplice dato mareografico e la sua conseguenza fisica. Una fase crescente può sommergere una piana e permettere al foraggio di entrarvi; una fase calante può convogliare le prede attraverso un canale. Una maggiore escursione può intensificare lo scambio d'acqua in un'imboccatura, mentre davanti a una costa profonda la stessa variazione può produrre effetti poco evidenti.

Anche alta e bassa marea devono essere considerate riferimenti del ciclo e non momenti magicamente produttivi. Il comportamento delle correnti può presentare tempi differenti rispetto ai massimi e ai minimi previsti e deve essere osservato direttamente nello spot.

Una tavola di marea diventa quindi realmente utile quando viene letta insieme alla morfologia della costa e alle condizioni meteorologiche. Il valore maggiore non sta nel sapere soltanto a che ora si verifica l'alta marea, ma nel conoscere quale fase attraverserà lo spot durante la sessione e quale trasformazione può produrre.

Nel tempo, confrontare queste informazioni con corrente osservata, posizione del foraggio e attività dei predatori permette di costruire una conoscenza specifica del luogo e di distinguere le coincidenze dalle relazioni realmente ripetibili.

La regola più utile è quindi questa: nel Mediterraneo non chiederti quale sia la marea migliore in assoluto; chiediti che cosa cambia realmente nel tuo spot mentre il livello sale o scende e se quel cambiamento modifica corrente, profondità e posizione del pesce foraggio.

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