Il Daiwa Saltist MQ è un mulinello da spinning progettato espressamente per l'impiego in mare, con una gamma che spazia dalle applicazioni costiere relativamente leggere fino al big game con grandi pelagici. Appartiene alla generazione introdotta come 21 Saltist MQ, ancora presente nel catalogo Daiwa Italy, e rappresenta un progetto molto diverso dai più recenti Saltiga o Certate SW: meno sofisticato sul piano delle tecnologie, ma costruito attorno a soluzioni robuste, collaudate e concretamente utili nell'impiego gravoso.
Il cuore del progetto è il Monocoque Body in alluminio. La struttura MQ consente di eliminare la tradizionale fiancata fissata mediante numerose viti e di utilizzare una grande engine plate avvitata direttamente al corpo. Questo aumenta la rigidità della struttura e permette di sfruttare meglio lo spazio interno per una trasmissione di dimensioni importanti.
Intorno al corpo Daiwa ha costruito un insieme particolarmente coerente: Tough Digigear, Air Rotor in Zaion, Air Bail, Magsealed nella zona dell'albero principale, Carbon ATD, bobina Long Cast ABS, Twist Buster II e pomello sferico ARK in alluminio.
Ho utilizzato tutte le taglie della gamma italiana, dalla 4000D-XH alla 20000. È una precisazione importante perché le differenze tra le varie versioni sono notevoli: la 4000 pesa 290 g, mentre la 20000 arriva a 840 g. Non cambia quindi soltanto la capacità della bobina, ma il tipo di attrezzatura e di pesca per cui il mulinello ha realmente senso.
Il Saltist MQ va valutato proprio partendo da questa impostazione. Non cerca la massima leggerezza e non offre il livello di raffinatezza meccanica dei mulinelli Daiwa di fascia superiore. Cerca invece di fornire una piattaforma rigida, resistente all'ambiente marino e capace di lavorare sotto carichi importanti mantenendo un costo sensibilmente più accessibile rispetto ai modelli di vertice.
Indice
- Caratteristiche principali
- Modelli e specifiche tecniche
- Come leggere le sigle
- Corpo Monocoque in alluminio
- Tough Digigear e trasmissione
- Air Rotor in Zaion
- Air Bail, Long Cast ABS e Twist Buster II
- Carbon ATD e sistema frenante
- Magsealed, cuscinetti e manovella ARK
- Come si comporta in pesca
- Quale taglia scegliere
- Utilizzo in mare
- Manutenzione
- Vantaggi
- Limiti
- Conclusioni
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Caratteristiche principali
Le caratteristiche tecniche più importanti del Daiwa Saltist MQ sono:
- Monocoque Body in alluminio;
- Tough Digigear;
- Air Rotor in Zaion;
- Air Bail monopezzo;
- bobina Long Cast ABS in alluminio;
- Magsealed a protezione della zona dell'albero principale;
- Carbon ATD con dischi in carbonio;
- Twist Buster II;
- Cross Wrap;
- Infinite Anti-Reverse;
- 6 cuscinetti a sfera più roller bearing;
- manovella monoblocco in alluminio;
- pomello sferico ARK in alluminio su tutte le taglie.
La caratteristica che definisce maggiormente il Saltist MQ rimane comunque la combinazione tra corpo Monocoque in alluminio e trasmissione di grandi dimensioni. È una scelta che privilegia rigidità e durata e che si percepisce soprattutto quando il mulinello viene realmente sottoposto a carico.
Modelli e specifiche tecniche
La gamma distribuita ufficialmente da Daiwa in Italia comprende otto versioni, dalla 4000D-XH alla 20000.
| Modello | Cuscinetti | Peso | Rapporto | Recupero | Frizione massima | Capacità |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 4000D-XH | 6 + 1 | 290 g | 6,2:1 | 99 cm | 12 kg | 0,37 mm / 150 m |
| 5000D-H | 6 + 1 | 430 g | 5,7:1 | 96 cm | 12 kg | 0,40 mm / 150 m |
| 6000D-H | 6 + 1 | 435 g | 5,7:1 | 101 cm | 12 kg | 0,43 mm / 150 m |
| 8000-H | 6 + 1 | 620 g | 5,7:1 | 110 cm | 15 kg | 0,33 mm / 300 m |
| 10000-H | 6 + 1 | 635 g | 5,7:1 | 121 cm | 15 kg | 0,37 mm / 300 m |
| 14000-H | 6 + 1 | 630 g | 5,7:1 | 122 cm | 15 kg | 0,40 mm / 300 m |
| 18000 | 6 + 1 | 835 g | 5,3:1 | 125 cm | 20 kg | 0,47 mm / 300 m |
| 20000 | 6 + 1 | 840 g | 5,3:1 | 134 cm | 20 kg | 0,52 mm / 300 m |
I dati fanno emergere immediatamente alcuni salti dimensionali importanti. La 4000 rimane un mulinello relativamente compatto da 290 g; con 5000 e 6000 si passa già a 430-435 g. Le 8000-14000 si collocano intorno ai 620-635 g, mentre 18000 e 20000 entrano in una classe decisamente più pesante, superiore agli 830 g.
Non ha quindi molto senso scegliere la taglia basandosi esclusivamente sul numero stampato sulla bobina. Capacità, peso, drag e recupero devono essere valutati insieme alla canna, al trecciato e al tipo di predatore.
Come leggere le sigle
La lettera D indica una bobina profonda, quindi una capacità di filo relativamente elevata rispetto alla dimensione del mulinello.
La sigla H identifica le versioni High Gear. Nel Saltist MQ 5000, 6000, 8000, 10000 e 14000 il rapporto è 5,7:1.
XH significa Extra High Gear. La 4000D-XH utilizza un rapporto 6,2:1 e recupera 99 cm di filo per ogni giro completo della manovella.
Le versioni 18000 e 20000 non presentano invece un suffisso relativo alla velocità e utilizzano un rapporto 5,3:1. Nonostante il rapporto numericamente inferiore, il grande diametro della bobina permette comunque di raggiungere rispettivamente 125 e 134 cm per giro.
Corpo Monocoque in alluminio
Il Monocoque Body è il principale elemento strutturale del Saltist MQ. Nei mulinelli tradizionali il corpo viene chiuso lateralmente mediante una piastra fissata con più viti. Nel sistema MQ Daiwa utilizza invece una grande engine plate che viene avvitata direttamente nel corpo.
La soluzione produce due vantaggi importanti. Il primo è la rigidità: eliminando una tradizionale giunzione laterale, il corpo forma una struttura più continua e meno incline a deformarsi sotto carico.
Il secondo riguarda lo spazio interno. L'assenza delle viti e delle relative sedi permette di utilizzare una parte maggiore del volume disponibile per la ruota comando. È quindi possibile installare un ingranaggio di diametro maggiore senza aumentare proporzionalmente le dimensioni esterne.
Sul Saltist MQ il corpo è realizzato in alluminio. È una scelta coerente con la destinazione del prodotto: il peso non viene sacrificato inutilmente, ma la priorità rimane mantenere l'allineamento della trasmissione quando artificiali, corrente o pesci sottopongono il mulinello a forze importanti.
Durante l'utilizzo questa rigidità è evidente soprattutto nelle taglie maggiori. Il mulinello mantiene una sensazione molto compatta quando la canna è caricata e il recupero avviene sotto tensione.
Tough Digigear e trasmissione
Il Saltist MQ utilizza una Tough Digigear di diametro relativamente elevato. La costruzione Monocoque permette a Daiwa di sfruttare meglio lo spazio interno proprio per installare una trasmissione più grande rispetto a quella che potrebbe trovare posto in un corpo convenzionale delle stesse dimensioni esterne.
Una ruota comando più grande non rende automaticamente un mulinello più potente, ma offre vantaggi importanti quando viene correttamente supportata: permette una migliore distribuzione delle forze sui denti e contribuisce alla durata della trasmissione.
Nell'utilizzo il Saltist MQ restituisce una sensazione di recupero molto solida. Non possiede la raffinatezza e la riduzione degli attriti dei più recenti sistemi POWERDRIVE dei Saltiga di ultima generazione, ma sotto carico il comportamento è convincente e coerente con la fascia del prodotto.
È importante anche distinguere i rapporti. La 4000D-XH è molto rapida e privilegia il recupero del filo, mentre i rapporti 5,7:1 delle taglie intermedie costituiscono un compromesso più equilibrato. Sulle 18000 e 20000 il rapporto scende a 5,3:1, scelta sensata su mulinelli destinati a sopportare carichi decisamente superiori.
Air Rotor in Zaion
Il rotore è un Air Rotor realizzato in Zaion, il materiale composito a base di fibre di carbonio sviluppato da Daiwa.
È una scelta interessante perché il corpo segue una filosofia decisamente orientata alla rigidità attraverso l'alluminio, mentre il rotore cerca di contenere la massa della parte in rotazione.
Ridurre massa e momento d'inerzia del rotore permette di migliorare la risposta della manovella nei cambi di velocità. Non trasforma naturalmente una 8000 o una 14000 in un mulinello leggero, ma impedisce alla parte anteriore di diventare inutilmente pesante e lenta da accelerare.
Durante la pesca questa caratteristica è più evidente sulle 4000-6000, dove la risposta rimane relativamente pronta. Salendo verso 8000-14000 la massa complessiva dell'attrezzatura diventa inevitabilmente più importante, ma il rotore mantiene comunque un buon equilibrio tra rigidità e rapidità di risposta.
Rispetto a un rotore metallico, la sensazione è meno massiccia. Non considero però questo un limite intrinseco: il Saltist MQ abbina un corpo in alluminio, che privilegia la rigidità strutturale, a un Air Rotor in Zaion, che consente di contenere la massa rotante.
Air Bail, Long Cast ABS e Twist Buster II
Air Bail
L'Air Bail è un archetto tubolare cavo monopezzo. La geometria è studiata per mantenere elevata rigidità con una massa contenuta e per accompagnare progressivamente il filo verso il rullino guidafilo.
Il profilo privo di spigoli pronunciati è particolarmente utile quando il filo arriva sull'archetto senza essere perfettamente in tensione: tende a essere guidato verso il line roller invece di fermarsi contro una discontinuità.
Bobina Long Cast ABS
La bobina è realizzata in alluminio e utilizza il profilo Long Cast ABS. La geometria del bordo è progettata per favorire la fuoriuscita del filo durante il lancio e limitare le resistenze generate dalle spire.
Sul Saltist MQ considero questa caratteristica particolarmente importante sulle taglie impiegate nel casting da riva e nel lancio di artificiali pesanti, dove trecciati relativamente grossi e grandi quantità di filo amplificano qualsiasi resistenza prodotta dalla bobina.
Twist Buster II
Il rullino guidafilo utilizza il sistema Twist Buster II. La sua geometria è progettata per ridurre la tendenza del filo a torcersi durante il recupero.
Non elimina naturalmente tutte le cause della torsione: artificiali che ruotano, montaggi non equilibrati e un filo imbobinato male possono continuare a produrre problemi. È però un elemento utile soprattutto nell'impiego prolungato con trecciati relativamente sottili rispetto alla potenza dell'attrezzatura.
Carbon ATD e sistema frenante
Tutta la gamma utilizza il sistema Carbon ATD, Automatic Tournament Drag, con dischi in carbonio.
L'obiettivo dell'ATD non è soltanto raggiungere un valore elevato di frizione massima, ma offrire un'erogazione progressiva quando il filo inizia a uscire dalla bobina. È un aspetto particolarmente importante con trecciati poco elastici, perché una partenza eccessivamente brusca aumenta i picchi di carico su terminale, nodi, ami e canna.
La frizione massima dichiarata è di 12 kg sulle taglie 4000-6000, 15 kg sulle 8000-14000 e 20 kg sulle 18000 e 20000.
Questi valori non devono essere interpretati come regolazioni da utilizzare normalmente. Il drag realmente applicabile dipende dall'intero sistema: resistenza del trecciato, terminale, nodi, canna, ami, tecnica e capacità del pescatore di controllare il pesce.
Nella prova la frizione si comporta bene soprattutto per progressività. Sulle taglie maggiori la gestione del carico rimane adeguata all'impostazione del mulinello, anche se il Carbon ATD non offre la stessa progettazione specificamente orientata alla durata sotto drag elevati e prolungati delle più recenti frizioni DRD utilizzate sui Saltiga di classe superiore.
Magsealed, cuscinetti e manovella ARK
Magsealed
Il Saltist MQ utilizza Magsealed nella zona dell'albero principale. Il sistema impiega un fluido magnetico mantenuto nella posizione prevista mediante un campo magnetico, creando una barriera che ostacola l'ingresso di acqua e contaminanti verso la meccanica interna.
È una caratteristica particolarmente coerente su un mulinello destinato all'utilizzo marino. Acqua salata e particelle trasportate dal filo possono raggiungere continuamente la parte anteriore del corpo, rendendo questa zona uno dei punti critici nel lungo periodo.
Magsealed non significa però impermeabilità assoluta. Il mulinello non deve essere deliberatamente immerso e la protezione non sostituisce una corretta manutenzione dopo l'utilizzo in mare.
Cuscinetti
La gamma utilizza 6 cuscinetti a sfera più il roller bearing dell'antiritorno.
Il numero è relativamente contenuto rispetto a mulinelli più costosi, ma non considero il conteggio dei cuscinetti un indicatore diretto della qualità complessiva. In un mulinello destinato al mare sono molto più importanti la posizione dei supporti, la rigidità del corpo, la qualità della trasmissione e la protezione dall'ingresso di contaminanti.
Manovella e pomello ARK
La manovella è monoblocco in alluminio e viene avvitata direttamente alla trasmissione. L'assenza di giochi tipici di alcuni sistemi passanti contribuisce alla sensazione di connessione diretta durante il recupero.
Tutte le taglie utilizzano inoltre un pomello sferico ARK in alluminio. È una scelta particolarmente adatta al Saltist: il knob rotondo permette di afferrare la manovella con tutta la mano e applicare forza con maggiore naturalezza quando il carico cresce.
Come si comporta in pesca
Dopo aver utilizzato tutte le taglie, la caratteristica che considero più rappresentativa del Saltist MQ è la sensazione di solidità meccanica rapportata al prezzo.
Il corpo Monocoque in alluminio svolge un ruolo evidente. Quando il filo è sotto tensione e il recupero richiede coppia, il mulinello rimane compatto e la trasmissione non dà la sensazione di lavorare all'interno di una struttura che flette facilmente.
L'Air Rotor in Zaion rende invece la risposta più vivace di quanto il peso complessivo potrebbe suggerire. Sulle taglie 4000-6000 questo contribuisce a rendere il Saltist utilizzabile anche in tecniche nelle quali si alternano frequentemente accelerazioni, pause e jerkate.
Il carattere cambia nettamente dalla 8000 in poi. Il peso supera i 600 g e il mulinello richiede una canna adeguatamente dimensionata. In cambio, capacità e robustezza permettono di affrontare artificiali più importanti e predatori capaci di fughe prolungate.
Le 18000 e 20000 sono strumenti ancora più specialistici. Con oltre 830 g di peso e 20 kg di drag massimo dichiarato, hanno senso quando la priorità è una grande riserva di filo e la possibilità di lavorare con attrezzature realmente pesanti.
La differenza rispetto ai mulinelli Daiwa di fascia superiore emerge soprattutto nella raffinatezza generale. Il Saltist MQ non possiede POWERDRIVE DESIGN, Roller Power Oscillation o i sistemi frenanti più recenti. Sotto carico rimane però molto convincente perché la base meccanica è semplice e coerente: corpo rigido, ingranaggio importante, manovella diretta e drag in carbonio.
Quale taglia scegliere
Saltist MQ 4000D-XH
Con 290 g è nettamente la versione più leggera della gamma italiana. Il rapporto 6,2:1 e i 99 cm per giro la rendono rapida.
È la taglia che considero più adatta allo spinning costiero quando si desidera una struttura più robusta di quella offerta da un classico mulinello leggero. Può avere senso per spigole, serra, barracuda e pelagici costieri, soprattutto con attrezzature medio-pesanti.
Il rapporto XH è ottimo quando occorre recuperare rapidamente il filo, ma non è la soluzione che sceglierei se la tecnica impone un recupero costantemente sotto forte resistenza.
Saltist MQ 5000D-H
La 5000 segna un salto importante: 430 g, rapporto 5,7:1, 96 cm per giro e drag massimo di 12 kg.
È molto più orientata alla potenza rispetto alla 4000 e si abbina meglio a canne robuste, artificiali più pesanti e situazioni nelle quali la possibilità di incontrare pesci importanti è concreta.
Saltist MQ 6000D-H
Pesa 435 g e recupera 101 cm per giro. Rispetto alla 5000 offre soprattutto maggiore capacità, senza un aumento significativo di peso.
Per questo la considero una delle taglie più equilibrate della gamma per spinning pesante da riva, pesca dalla scogliera e utilizzi nei quali serve una buona riserva di filo senza entrare ancora nella massa delle 8000.
Saltist MQ 8000-H
Con la 8000 si entra definitivamente nella classe big game: 620 g, 110 cm per giro, 15 kg di drag massimo e capacità di 300 m di filo da 0,33 mm.
È adatta a popping, stickbaiting, jigging e più in generale alle tecniche rivolte a pelagici importanti, purché l'attrezzatura nel suo complesso sia dimensionata correttamente.
Saltist MQ 10000-H
Pesa 635 g e porta il recupero a 121 cm per giro, aumentando contemporaneamente la capacità rispetto alla 8000.
È una taglia molto versatile per il big game medio-pesante: mantiene un peso ancora gestibile con canne adeguate, ma offre una maggiore riserva di filo quando le fughe possono diventare lunghe.
Saltist MQ 14000-H
La 14000 pesa 630 g, quindi rimane praticamente nella stessa fascia della 10000, ma aumenta ulteriormente la capacità della bobina.
Con 122 cm per giro e 15 kg di drag massimo è particolarmente interessante quando servono trecciati più importanti senza voler passare alla classe fisicamente molto più grande delle 18000-20000.
Saltist MQ 18000
Con 835 g, 125 cm per giro e 20 kg di drag massimo, la 18000 cambia completamente scala.
È destinata a big game pesante, grandi pelagici e situazioni nelle quali capacità di filo, robustezza e controllo durante combattimenti importanti vengono prima della leggerezza.
Saltist MQ 20000
È il modello più grande della gamma italiana. Pesa 840 g, recupera 134 cm per giro e contiene 300 m di filo da 0,52 mm.
È una taglia molto specialistica. Ha senso quando si utilizzano trecciati pesanti e quando una grande capacità è realmente necessaria; per utilizzi meno estremi, il peso aggiuntivo diventerebbe semplicemente un costo ergonomico senza un vantaggio concreto.
Utilizzo in mare
Il Saltist MQ nasce specificamente per l'ambiente marino. Corpo Monocoque in alluminio, protezione Magsealed e Carbon ATD sono scelte coerenti con un mulinello destinato a essere esposto regolarmente a salsedine, spruzzi e carichi elevati.
Tra queste caratteristiche considero particolarmente importante il Monocoque Body. In acqua salata la robustezza non riguarda soltanto la capacità di resistere alla trazione del pesce: un corpo rigido mantiene meglio l'allineamento della trasmissione nel tempo e riduce il numero di giunzioni strutturali.
Anche Magsealed offre un vantaggio concreto nella zona anteriore del corpo, particolarmente esposta all'acqua trasportata dal filo.
Questo non rende però il Saltist MQ impermeabile. Non deve essere immerso deliberatamente e l'utilizzo in mare richiede comunque un risciacquo corretto dopo la sessione.
Per utilizzi frequenti in acqua salata considero il Saltist MQ molto coerente con la propria fascia di prezzo: offre alcune delle soluzioni strutturali dei mulinelli Daiwa superiori senza arrivare al costo di un Certate SW o di un Saltiga.
Manutenzione
Dopo l'utilizzo in mare risciacquo l'esterno del mulinello con acqua dolce a bassa pressione, mantenendo la frizione chiusa durante il lavaggio.
Presto particolare attenzione alla bobina, al filo, all'archetto e al rullino guidafilo, evitando l'immersione e getti d'acqua ad alta pressione che potrebbero favorire l'ingresso di acqua nei punti di giunzione.
Terminato il risciacquo elimino l'acqua in eccesso e lascio asciugare completamente il mulinello in un luogo ventilato e lontano da fonti di calore diretto. Una volta asciutto, allento la frizione prima di riporlo per periodi prolungati.
La presenza del Magsealed richiede particolare attenzione negli interventi interni. Smontaggi o lubrificazioni eseguiti senza conoscere il sistema possono alterare o contaminare il fluido magnetico.
Per revisioni complete della zona protetta considero quindi preferibile affidarsi a un tecnico che conosca i sistemi Daiwa Magsealed, soprattutto se il mulinello viene utilizzato frequentemente in mare.
Vantaggi
- Corpo Monocoque in alluminio. È il principale punto di forza strutturale del Saltist MQ e garantisce un'elevata rigidità sotto carico.
- Trasmissione di grandi dimensioni. L'architettura MQ permette di sfruttare meglio lo spazio interno per il Tough Digigear.
- Air Rotor in Zaion. Riduce la massa della parte rotante e mantiene il recupero relativamente reattivo.
- Carbon ATD. Il sistema frenante con dischi in carbonio offre una configurazione coerente con un utilizzo gravoso.
- Magsealed. Aumenta la protezione della zona dell'albero principale contro acqua e contaminanti.
- Air Bail monopezzo. Abbina rigidità, massa contenuta e buona gestione del filo.
- Pomello ARK in alluminio su tutta la gamma. Offre una presa molto efficace quando è necessario applicare forza.
- Ampia scelta di taglie. La gamma italiana copre dal 4000 allo 20000 e permette di affrontare tecniche molto differenti.
- Buon rapporto tra robustezza e posizionamento di prezzo. Utilizza tecnologie significative senza raggiungere il costo dei modelli Daiwa di vertice.
Limiti
Il primo limite è il peso. La 4000 rimane relativamente compatta, ma già la 5000 arriva a 430 g. Dalla 8000 si superano i 600 g e le taglie maggiori raggiungono circa 840 g.
È una conseguenza della destinazione del prodotto e della costruzione in alluminio, ma va considerata attentamente soprattutto nel casting prolungato.
Il secondo limite è la raffinatezza meccanica inferiore rispetto alle famiglie superiori. Il Saltist MQ utilizza una piattaforma robusta ma non dispone delle tecnologie più recenti introdotte da Daiwa su Certate SW e Saltiga.
Anche i 6 cuscinetti a sfera rappresentano una configurazione relativamente semplice per un mulinello di questa fascia. Non considero il numero basso un difetto in sé, ma chi cerca la massima sensazione di fluidità e supporto della trasmissione può trovare soluzioni più sofisticate salendo di categoria.
La presenza di Magsealed è inoltre un vantaggio nell'utilizzo marino ma rende meno semplice la manutenzione interna autonoma.
La gamma presenta infine salti dimensionali importanti. Passare dalla 4000 alla 5000 significa aggiungere circa 140 g; dalla 6000 alla 8000 quasi 185 g. È quindi particolarmente importante non scegliere una taglia sovradimensionata soltanto per ottenere maggiore capacità.
Il Saltist MQ non è inoltre la scelta ideale per chi cerca la massima leggerezza o una risposta finesse. La sua filosofia rimane chiaramente orientata alla robustezza e all'utilizzo marino gravoso.
Nessuno di questi aspetti costituisce necessariamente un difetto progettuale: sono soprattutto compromessi derivanti dalle priorità scelte per il prodotto.
Conclusioni
Il Daiwa Saltist MQ rimane un progetto particolarmente interessante perché combina alcune tecnologie importanti della fascia alta Daiwa con una meccanica relativamente semplice e orientata alla robustezza.
Il Monocoque Body in alluminio rappresenta il vero centro del progetto. La maggiore rigidità del corpo e lo spazio disponibile per una trasmissione di dimensioni importanti sono vantaggi concreti quando il mulinello viene sottoposto a carichi elevati.
L'Air Rotor in Zaion introduce invece un elemento di leggerezza nella parte rotante, mentre Carbon ATD, Magsealed, Air Bail e pomello ARK completano una configurazione chiaramente pensata per l'impiego in mare.
Dopo aver utilizzato tutte le taglie considero la 4000D-XH particolarmente interessante per lo spinning costiero medio-pesante, la 6000D-H una delle versioni più equilibrate per chi necessita di maggiore potenza e capacità, e le 8000-14000 il cuore della gamma per popping, stickbaiting e big game di livello intermedio.
Le 18000 e 20000 appartengono invece a un'altra categoria: sono mulinelli pesanti e specialistici, sensati soltanto quando grandi capacità e carichi elevati sono realmente necessari.
Rispetto ai modelli Daiwa superiori il Saltist MQ rinuncia a parte della raffinatezza e alle tecnologie più recenti. In compenso offre una piattaforma molto concreta: corpo metallico rigido, trasmissione importante, drag in carbonio e buona protezione dall'ambiente marino.
Nel complesso considero il Daiwa Saltist MQ una scelta particolarmente valida per chi cerca un mulinello da spinning marino robusto e potente senza arrivare al costo dei modelli di vertice. Il suo punto di forza non è l'innovazione assoluta, ma la coerenza con cui ogni componente è orientato verso affidabilità, solidità e capacità di lavorare sotto carico.